martedì 18 febbraio 2014

Ninfa Plebea

E ora un film che possiamo definire un mio Guilty Pleasures, tratto dall'omonimo romanzo di Domenico Rea, la traduzione per lo schermo è stata curata da Lina Wertmuller, che racconta la storia di Miluzza, una adolescente come tante alle prese con i primi ardori femminili e la scoperta del proprio corpo.
Miluzza vive con i genitori, ma è l'esuberante madre, che si diverte a scoparsi i giovani del posto a segnare quello che si direbbe il suo destino.
Una volta morta sua madre, va a lavorare in una fabbrica e viene sedotta e abbandonata da proprietario, che con la scusa se la porta a Ravello, per una gita romantica dicendo ai genitori che dovevano fare un viaggio di lavoro, fattostà che la ragazza perde la sua verginità, che lui quasi la aggredisce, e con tutto questo fardello, al suo ritorno trova il padre morto, ed è proprio il suo capo che pagherà il funerale per il padre.
Presto le voci di paese cominciano a girare e se non fosse per il nonno, pure una banda di teppisti si sarebbe approfittata di lei.
Siamo in periodo di guerra e si sa che le cose allora erano più difficili, ma Miluzza non sarà poi così sfortunata, sulla sua strada incontrerà un bravo giovane che capirà il tutto, ma innamorato di lei, la sposerà comunque, perchè la ragazza gli ha salvato la vita, lo ha curato e gli ha dato da mangiare quando era ferito e stava male, vedendo questo il giovane passa sopra a tutto quanto, se non fosse per la mamma che ci tiene a certe cose...

Non sono molti i film di Lina Wertmuller che ho visto, ma questo nonostante non sia un capolavoro e l'origine del soggetto è letteraria, mi piace molto.
Si mi piace perchè pur non rispecchiando la provocazione del romanzo - che non ho letto ma di cui ho sentito parlare e ne ho letto qualche articolo - la storia è molto toccante.
Mi piace perchè racchiude in se il viaggio di una piccola donna, che cresciuta troppo in fretta deve capire che è finito il tempo di giocare con le bambole e che ormai è cresciuta, la via cambia per tutti, anche per lei, nonostante sia ancora innocente e fiduciosa, deve capire che non ci si può fidare delle persone, che nel momento opportuno possono approfittare di te, il mondo è pieno di gente cattiva, pronta pure a distruggerti.
Ma fortunatamente il vero amore busserà alla sua porta, conoscerà un bravo ragazzo che nonostante non sia più vergine, perchè quel farabutto se l'è fatta con una scusa, e lei non è stato in grado di scegliere e capire cosa stava facendo, perchè gli si è avventato addosso, la sposerà ugualmente, anche se deve superare la barriera bigotta della futura suocera, che ci tiene a una nuora vergine e pura per suo figlio, non che questo sia sbagliato, ma nella vita bisogna anche capire che una donna non è solo verginità, che si può essere brave persone pur non essendolo più.
Ma a quei tempi certe cose si dovevano rispettare...stop!!!!
Era la regola, regola di un paese bigotto come l'italia, doveva seguire, ma fortunatamente i giovani hanno sempre larghe vedute.
E questa volta il voto non lo metto, perchè per certi film è meglio la libera visione che un voto di pagella.
Vi piacerà o vi lascierà indifferenti, a seconda della sensibilità.



1 commento:

  1. Molto bello e toccante questo film....qualcuno sa che fine ha fatto l'attrice che ha interpretato Miluzza, Lucia Cara?

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