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L'Ufficiale e la Spia

Polanski torna al cinema raccontando l'affare Dreifuss, un soldato accusato ingiustamente di essere una spia solo perché era ebreo, e non si può di certo non pensare a quando ha fatto sesso con l'allora tredicenne Samantha Geimer, scandaloso perché sinceramente parlando dirigendo questo film, e portandolo a Venezia, chi lo ha visto ha capito subito che non si poteva discendere l'uomo dall'artista.

Cosa ci vuole dire Polanski con questo film?
Innanzitutto tagliamo subito la testa al toro, io personalmente non ritengo giusto prendere le difese di Polanski, ai tempi ha sbagliato a scoparsi una tredicenne, che sia stato drogato o abbia bevuto, non giustifica il fatto che la Geimer all'epoca dei fatti era una bambina, e con i bambini non si scopa punto, questo è logicamente il mio parere, e secondo me, meritava ben più di quello che gli hanno dato, ma si sa che se sei ricco e famoso hai persone che ti proteggono e puoi scamparla.
Però, non ritengo neanche corretto che se si finisce nel tritacarne di una accusa, non ne esci più, di per se non è l'accusa ingiusta che viene sottolineata da Polanski, ma il finire nel tritacarne infinito in cui tu che hai sbagliato non ne esci più, e ci sarà sempre gente che ti accuserà, anche se tu hai chiesto scusa alla persona a cui hai fatto del male, anche se hai passato diverso tempo ai domiciliari e via dicendo.
Per aver espresso la prima parte di questo giudizio sono stata persino bloccata su facebook da qualcuno che non voglio nominare, e sinceramente me ne frego, personalmente credo che Polanski doveva pagare il suo debito con la giustizia, ma una volta pagato basta, è come per esempio se commettessi un furto, tutti ricorderebbero per sempre questo furto...ragazzi, la giustizia non funziona così.
L'affare Dreifuss in Francia ha fatto scalpore perché è stato il primo caso di intolleranza razziale prima della seconda guerra mondiale.
Polanski lo usa come metafora per parlare di quello stupro, se vogliamo chiamarlo così, anche se ai tempi il giudice non l'ha riconosciuto come tale.
Fermo restando che lo stupro è un atto spregevole che va condannato al di là dell'età sia che puoi decidere con il consenso che no.
Questo è il mio parere e sinceramente parlando, non sono d'accordo col fatto che Polanski si sia scopato una tredicenne, ma non sono d'accordo neanche col fatto che ancora oggi si punta il dito contro una persona che ha ammesso il suo sbaglio e la si processi ancora oggi.
Quando batterete il martelletto cari giudici mediatici? Specialmente i cacciatori di streghe del #meetoo, i giudici normali lo fanno e il caso si chiude, voi il caso non lo volete chiudere, ed è proprio questa la tematica che Polanski mette in luce.
Personalmente la ritengo una persona spregevole, ma è anche vero che bisogna andare avanti nella vita.




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