sabato 12 gennaio 2013

Chi sta bussando alla mia porta?

Con questo film termina (finalmente) la rassegna di Martin Scorsese, come si suol dire il primo è sempre l'ultimo e così è stato.
Ed è con questo film d'esordio che Scorsese comincia la sua lunga e proficua carriera, film che peraltro risente moltissimo dell'influenza della nouvelle vague, sembra di assistere a un film di Godard, sia per quanto riguarda la fotografia - il film è girato in bianco e nero - sia per le atmosfere.
Ma, e poi ma, il film è imperniato dei suoi temi abituali, protagonista è Harvey Keytel, anche lui all'esordio cinematografico, che interpreta un giovanotto cattolico italiano, che passa il suo tempo come un vitellone con gli amici nei bar di little italy, un giorno incontra una ragazza di cui si innamora ricambiato.
Pur desiderandola non cede alla disponibilità della ragazza che farebbe l'amore con lui volentieri, anche per via del suo essere profondamente cattolico, quando la ragazza gli confida di essere stata violentata dal suo ex comincia un periodo di crisi e al distacco.
Ma si ravvede e tenta un altro approccio, e quando la ragazza si accorge che la sposa non perchè ha capito ma per mettere a tacere le voci, la ragazza lo rifiuta...
Un film ancora grezzo, ma che riesce a centrare il bersaglio puntando su una descrizione dei personaggi e del mondo profondamente maschilista di little Italy, in questo film, il peccato e la redenzione sono temi cardini ma c'è anche l'incapacità di comunicare e comprendersi della coppia di giovani protagonisti, nonostante i sentimenti che provano è la morale che distrugge ogni rapporto. Il conformismo bigotto tipico dei cattolici che è incapace di comprendere un dramma come lo stupro, invece di sostenere la ragazza lui la lascia per gelosia, perchè è stata con un altro, non comprende la paura, e il dolore di quella ragazza.
Scorsese aveva 25 anni quando dirige questo film e già sapeva come raccontare una storia, riuscendo a trasmettere sentimenti contrastanti nel pubblico, pur essendo un opera d'esordio si capisce il talento di questo giovane regista, che in futuro sfornerà capolavori ancora maggiori di questo; nonostante ciò è un film che fa riflettere sulla natura dell'amore, sulla morale cattolica,  che cancella ogni comprensione dell'animo umano e etichetta le persone per come non sono.
Un esordio interessante per un film che già riesce a sottolineare con pochi dialoghi e sequenze, i sentimenti creando empatia.
Non un capolavoro, ma un opera da collezionare sicuramente.
APPETITOSO


4 commenti:

  1. Un film incompleto, influenzato come dici tu dalla corrente francese ma soprattutto frammentario, visivamente un'opera d'arte che denota lo Scorsese che sarà.

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    1. si decisamente, è un film ancora grezzo, ma che fa sottintendere lo Scorsese che verrà :)

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  2. Per palati fini, sicuramente...
    Non lo ricordo proprio, la tua recensione è stata provvidenziale!
    grazie infinite e buona serata!

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    1. Grazie a te, poi quando lo vedi mi dici se ti è piaciuto ^^

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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