Passa ai contenuti principali

Che Brutto Affare - Godzilla

Negli anni 90, uscivano film dalle produzioni folli che poi facevano flop al botteghino, ho letto parecchi articoli a riguardo persino su ciak, complice il FICA, ovvero la cricca di amici bloggers che ogni tanto organizzano eventi, ho deciso di parteciparvi anche io, e che film ho scelto? Ma Godzilla di Roland Emmerich.


Se c'è una cosa che non perdono agli americani, è quella di voler replicare personaggi icone di altri paesi per farli suoi, un po' come se i giapponesi prendessero topolino e ne facessero un film tanto per dire.
La frase di lancio del film è stata...LE DIMENSIONI CONTANO, ora tralasciando il sottotesto porno del testo, direi che le dimensioni in quanto a biglietti verdi hanno creato un bel pasticcio.

Godzilla, rappresenta per i giapponesi, l'incubo della bomba atomica di Hiroshima e Nagasaki, non è soltanto un mostro anfibio, è un icona, e rappresenta l'orrore che i giapponesi hanno provato allo scoppio delle atomiche, che hanno messo fine di fatto la seconda guerra mondiale.
Ogni azione comporta delle conseguenze, quindi, che centra Godzilla a New York?
Non credete che siamo scemi fino a questo punto...no perché non lo siamo, ho visto il film, l'ha noleggiato mio fratello credo, se ben ricordo buonanima, quando ancora c'era Magic Video a Pozzallo dove vivo io, che è stato il centro della mia passione cinefila quando avevo il videoregistratore, adesso faccio tutto con internet e amazon, perciò, già il progetto di per se suona davvero strano.
La visione del film, che verso la fine tutti abbiamo previsto si sarebbe girato un sequel che poi non si è fatto, grazie alle uova del bestione...ma andiamo al dunque, da wikipedia, ecco cosa ne hanno pensato i giapponesi all'uscita di questa versione a stelle e strisce.

Haruo Nakajima e Kenpachiro Satsuma[60] ed il regista Shūsuke Kaneko,[61] criticarono il film e la raffigurazione del personaggio. Nakajima lo paragonò con un'iguana con gli arti da rana,[52] mentre Satsuma dichiarò che al personaggio mancava lo spirito dell'originale[38]. I fan della serie considerarono il Godzilla americano così divergente che lo nominarono "GINO" (Godzilla In Name Only)[62]. Kaneko osservò come il Godzilla statunitense fuggiva dalle forze militari invece di affrontarli, teorizzando che gli americani abbiano una difficoltà nell'accettare l'esistenza d'una creatura capace di resistere alle loro armi.[63] Nel 2004, Toho iniziò a marchiare le future incarnazioni del Godzilla della TriStar sotto il nome di "Zilla", una decisione presa dal produttore Shogo Tomiyama e il regista di Gojira - Final Wars Ryūhei Kitamura, ritenendo che la TriStar avesse fatto cadere il prefisso "God" (dio/divinità) da Godzilla nel raffigurarlo come un semplice animale.[9] 

Quindi vi lascio immaginare come sia questo film, puro e semplice giocattolone fracassone senza anima, nemmeno buono per essere un film da popcorn, ve lo assicuro io.
Ora, io ho visto questo film, l'originale giapponese ancora non l'ho visto, cercherò di recuperarlo, magari cercando via internet.
Non farò certo confronti, non sarebbe possibile, cercherò invece di capire l'opera originale, che è un mito nel sol levante, quindi capirete che gli americani non c'hanno azzeccato una sega con questo giocattolone, girato per far soldi, ma alla fine li ha solo sprecati...ah gli anni 90...

Un Brutto affare continua su 

Solaris
Bollalmanacco
Director's Cult
La Bara Volante
Non c'è Paragone
La Stanza di Geordie
Il Zinefilo
Director's Cult

Commenti

  1. Questa specie di grosso T-Rex sembra tutto, tranne che 'Zilla, Rolando Emmerigo è riuscito nell'impresa di muovere l'orgoglio Giapponese, che toccati nel profondo sono tornati a produrre bei film sul loro simbolo nazionale ;-) Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. hanno fatto bene, a proposito ieri ho visto l'originale del 54, molto profondo e molto più pauroso di questo, sembra un film horror :)

      Elimina
  2. Vabbé, giusto perché Emmerich ha la nomea. I suoi film non sono stati flop o almeno non tonfi. Boh!

    RispondiElimina
  3. Un baraccone insulso tarato sul gusto dello spettatore medio americano (cioè nullo). Da dimenticare in fretta!

    RispondiElimina
  4. L'unica cosa figa del film è Deeper Underground dei Jamiroquai. Per il resto meglio piccoli film come Cloverfield, almeno omaggiano il cinema nipponico senza scipparlo e sfregiarlo come fa questo film!

    RispondiElimina
  5. Mah non saprei, cinematograficamente probabilmente è zero, ma come intrattenimento, spettacolo secondo me è 10, e comunque a me il cinema di Emmerich non dispiace troppo ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ma neanche a me, solo che questo film è esagerato, cmq se vedi l'originale giapponese è dieci spanne sopra questo film :)

      Elimina

Posta un commento

Moderazione rimessa, NO SPAM

Post popolari in questo blog

La Bacheca di Arwen Lynch - Shining

  Ma che sorpresa... Dunque, aggiungiamo anche i libri alla fabbrica? Perché no, MA e dico ma, le mie sono e restano impressioni, non sono recensioni (da scrittrice non potrei farle), ma anche consigli di lettura, appunti di viaggio di una persona che oltre al cinema e alla musica ama moltissimo leggere. In questi giorni sto leggendo Shining  capirai, potevo non leggere il romanzo da cui è tratto il capolavoro di Stanley Kubrick  nonchè mio horror preferito in assoluto? Non sia mai. Le sorprese le ho avute, mi aspettavo un libro mediocre, invece devo constatare che il romanzo è ottimo, ma non è un capolavoro. Tra il libro e il film c'è un abisso di linguaggi. Se il film di Kubrick  va subito al sodo, Stephen King ci narra i Torrance, con una serie di flashback che ti incollano alla lettura, non solo all'Overlook Hotel, ma anche indaga nel loro passato, la scrittura è scorrevole e ti incolla alla poltrona, il romanzo ovviamente è meglio della miniserie voluta da  King , ma entra

Nightmare Alley - La Fiera delle Illusioni

  C'è chi con le illusioni ci campa una vita intera... C'è chi usa le illusioni per scopi personali... C'è chi usa le illusioni per giocare con le vite altrui... Dobbiamo renderci conto che questo film, pur essendo un remake, è girato maledettamente bene, forse non è perfetto, ma è buono, e questo basta e avanza per guardarlo. Un film dove Cate Blanchett fa la cattiva non si può perdere, affatto. Alla regia abbiamo quel grandissimo regista che risponde al nome di Guillermo del Toro , da me amatissimo, sin dalla prima volta che vidi  Mimic , in cui recita anche il nostro Giancarlo Giannini , ma è con  Il Labirinto del Fauno , che è entrato nella rosa dei miei registi preferiti, e da allora ho sempre cercato di guardarli i suoi film. Non sono tutti presenti alla fabbrica, ma vi assicuro che ben presto arriveranno, e questa è una mia promessa. Nightmare Alley  si allontana dal genere fantastico che di solito dirige, e così Del Toro  firma un Noir , all'inizio ambientato in

Il Collezionista di Carte

 Una produzione targata Martin Scorsese , da sempre amico e collaboratore di Paul Schrader , che gli ha scritto diversi film, stavolta tornano insieme il primo come produttore esecutivo, il secondo come regista, per un film che narra le gesta di un giocatore di poker dal passato oscuro, mi sarà piaciuto?