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Ciclo Horror Stories - Raw

Con l'autunno, si riparte con le recensioni e la novità di quest'anno è il ciclo horror stories, del martedì, dove recensirò ogni settimana uno o due film, nei migliori casi anche tre, se ho l'ispirazione giusta.
Raw l'ho visto questa estate, ispirata dalla recensione della bravissima Lucia Patrizi.
Questo è un film francese, che, nonostante il titolo, non è certo gore o splatter, ma è strapieno di inquietudine.

La protagonista fa parte di una famiglia di vegetariani convinti, e una volta arrivata all'università partecipa a uno strano rituale in cui si devono mangiare reni di coniglio, risvegliatasi qualche giorno dopo si scopre cannibale...
No, non è come pensate voi, la cosa è molto peggio, diciamo che è molto psicologica, e se vi aspettate gore e splatter come nei film di Eli Roth avete sbagliato strada.
Il pregio di questo film è che la regista ha l'accortezza di accompagnare lo spettatore nel labirinto di orrore e malattia della protagonista non presentando nessuna scena di squartamenti o sanguinamenti, lascia perciò che sia lo spettatore ad immaginare tutto.
Raccapricciante vero?
Come dico sempre io è peggio immaginare che vedere realmente squartamenti e sanguinamenti vari, almeno c'è una certa soddisfazione, che qui viene furbescamente negata.
Perchè' Certamente non sto parlando di un difetto del film no, ma di qualcosa di oscuro, di inquietante che cattura lo spettatore lasciandolo con i brividi sulla pelle.
Non c'è terrore peggiore al mondo.
E ti lascia veramente sbalordito con il finale che non ti aspetti, il classico colpo di scena che lascia lo spettatore con gli occhi sgranati per l'assurdità della situazione.
Avete ben capito che questo film mi è piaciuto no?
Non c'è bisogno di nasconderlo ormai.
Daltronde anche Lynch lo insegna, e se avete visto Twin Peaks sapete di cosa sto parlando.
Questo film ovviamente non centra nulla col grande regista di Missoula non era neanche un paragone, soltanto una semplice constatazione.
Il film mi ha piacevolmente sorpresa e fatta rabbrividire, avendo letto la recensione di Lucia, mi aspettavo esattamente quello che ho visto, ma forse anche qualcosa in più, e devo dire che le aspettative non solo sono state soddisfatte, ma persino il finale mi ha lasciata a bocca aperta.
Merito di una sceneggiatura scritta benissimo e della regia raffinatissima che certamente non ti aspetti soprattutto se dietro la macchina da presa c'è una donna.
Che altro devo dirvi se non correte a vederlo?
Voto: 7





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