C'era una volta a Hollywood


Ho visionato l'ultima fatica di Quentin Tarantino, è stata la prima volta che mi sono sentita spiazzata e perplessa...se vi interessa leggete la mia recensione.

Sappiamo tutti che Tarantino è uno dei più grandi registi di Hollywood, in passato ha dato prova anche di sapersi mettere in gioco con pellicole abbastanza lontane dai suoi temi abituali, una fra tutte Jackie Brown, ma erano gli anni novanta, anni quelli con cui ha cominciato la sua carriera cinematografica, facendo quello che altri registi di solito non facevano, e che in un certo senso me l'ha fatto apprezzare maggiormente: quello di rinfrescare carriere di attori finiti nel dimenticatoio.
Col tempo però questa cosa è terminata, e mi dispiace dirlo perché ho scoperto diversi attori grazie a lui.
Si è commercializzato? Non credo proprio, io lo seguo da 19 anni suonati ormai da quando ho visionato con occhi diversi Pulp Fiction che ad una prima visione non mi aveva convinta del tutto.
Abituata a un certo tipo di cinema capirete, trovarsi per la prima volta con un opera di Tarantino nel lontano 1996 potrebbe essere spiazzante.
Allora, se c'è qualcosa in C'era una volta a Hollywood, è che per la prima volta dopo la visione mi sono sentita perplessa, ho avuto la sensazione che Tarantino si sia fossilizzato nel suo stile, si ok le battute, le scene cool, ci stanno tutte, però il tutto mi è sembrato già visto e sentito, come se non fosse più in grado di sorprendere lo spettatore, che fino a The Hateful Eight, era in grado sempre di rinnovarsi.
Tra le cose positive del film spicca il suo sconfinato amore per il cinema, e senza dubbio C'era una volta a Hollywood, si presenta come la sua più appassionata dichiarazione d'amore per la settima arte, poi ci sono gli attori, da Leonardo di Caprio e Brad Pitt fino a Margot Robbie per non parlare dei camei stellari di Al Pacino, Luke Perry e tanti altri, rendono piacevole alla visione, soprattutto se si è cinefili.
Tra le cose negative l'eccessiva lunghezza di alcune scene, che spesso hanno tempi dilatati che appesantiscono la visione (ah quanto mi manca Sally Menke prima montatrice di Quentin), certo stiamo parlando di un film forse di non facile fruizione, vi dico subito che non è certamente il mio Tarantino Preferito, che è e resta Jackie Brown, e che ho trovato decisamente più divertente e accattivante il trailer che il film stesso, però, voglio rivederlo almeno un altra volta per capirlo meglio, stavolta mi sa che il vecchio Quentin abbia voluto giocare più sul sicuro piuttosto che affrontare nuove sfide, si sa, certe cose vanno bene a trent'anni, non a cinquantasei anni, nonostante dimostri sempre di essere un grande regista.
Non tutte le ciambelle riescono col buco purtroppo.


Commenti

  1. anche per me è un passo indietro per tarantino... spero di riuscire a scriverne presto.

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  2. Per me invece il Tarantino più maturo, completo.
    Ieri sera ho rivisto il film per la seconda volta e mi è scivolato ancora più veloce, ho notato un sacco di cose nuove e penso davvero che sia il top... Mia opinione, ovvio^^

    Moz-

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    1. bè ovvio, un altra occhiata gliela voglio dare anch'io, a mente fresca però

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  3. Visto ieri e l'ho trovato anch'io un po' sotto i suoi standard. Molto simile a Jackie Brown secondo me, per ambientazione, fotografia, non certo per storia.
    Storia che comunque prende e fa passare due ore e mezza in un attimo.

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    1. No assolutamente, non è neanche lontanamente simile a Jackie, io direi che è più simile a tutti gli altri film che ha fatto, di Jackie che ricordiamo ha un origine letteraria, non c'è assolutamente niente, comunque un bell'esempio di cinema fatto da chi adora la settima arte xD

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