sabato 19 giugno 2010

Ritratto di signora


Già nell'incipt si nota la straordinaria bravura di Jane Campion, ci mostra un gruppo di giovani donne che danzano libere, e che stanno sedute in mezzo alla natura, e prima dell'incipt, alcune donne raccontano l'emozione del bacio, di quando i due volti si avvicinano, poi dopo il titolo tatuato sulla mano di una di loro inizia il film vero e proprio, vediamo lei, la protagonista Isabel Archer, giovane americana dallo spirito libero, che intente seguire i suoi sogni, e le sue aspirazioni, rifiutare una proposta di matrimonio di uno dei tanti uomini che le si avvicinano, ma più che seguire i suoi sogni, intende vivere la vita, e non sposarsi per restare intrappolata in un mondo grigio e senza emozioni, ma la vita è molto più insidiosa di quello che si aspetta, e non tutte le persone sono sincere come si fanno vedere, se l'apparenza inganna Isabel dovrà seguire un percorso per diventare una donna più insidioso di quanto si sarebbe aspettata, se il cugino daccordo con uno zio, le lascia una ricca eredità, questa sarà sia la sua fortuna che la sua maledizione, incontra per caso la misteriosa
Madame Merle, e Isabel incantata di come suona il piano inizia un rapporto di strana amicizia e ammirazione, per caso dalla vecchia zia di Isabel Madame Merle scopre che la ragazza è diventata ricca grazie a una eredità, e lo comunica al suo ex amante Gilbert Osmond, un uomo crudele e viscido che incanta Isabel e la fa innamorare di lui, ma lui le gira intorno solo per il suo denaro, così viene in un certo senso raggirata dalla coppia, se nella prima parte Isabel ha sempre rifiutato un matrimonio per interesse, o per sistemarsi prediligendo solo seguire il suo cuore, quando segue il suo cuore e si innamora di Osmond, e così lo spirito indomabile di Isabel,viene domato da Osmond, bellissima la scena del parasole quando lui le dice lentamente "sono perdutamente innamorato di voi" quel gioco di luci e ombre che avvolgeranno Isabel è già l'inizio della sua discesa verso una vita infelice, una vita infelice di donna, di moglie e di matrigna di una figlia senza spina dorsale ma soprattutto senza personalità talmente succube del volere del padre da rifiutare anche lei di seguire il suo cuore e sposare un giovane perchè il padre desidera per lei un uomo molto ricco, ma Isabel non si accorge che è dentro una prigione in cui sarà molto difficile allontanarsi, rischia persino la follia Jane Campion costruisce il mondo attorno a Isabel, a Gilbert e a Madame Merle, un triangolo invisibile e sottile, appena accennato, ma è soprattutto il mondo ipocrita a falsamente bonario che la Campion mette in luce in questo film, tra l'altro tratto dal romanzo di Henry James che la Campion personalizza e traduce letteralmente il suo punto di vista su Isabel e su coloro che la circondano.
Alla fine è proprio per seguire il suo cuore che Isabel resterà intrappolata, intrappolata in un matrimonio infelice dove ad amare è solo una persona, l'altra ovvero Gilbert Osmond, la usa solo come ornamento, tanto per dire che ha sposato una donna con i soldi, solo per i suoi interessi, non certo per amore, ma è proprio la personalità fortissima di Osmond che schiaccia tutti gli altri e li rende succubi il punto centrale di questo grande film, non ci sono vie di mezzo, non c'è scampo, perchè solo un cuore indomabile che ha realmente preso coscienza di se riesce a superare quelle barriere e ricominciare a vivere, il finale aperto lascia suggerire un nuovo amore per Isabel, io voglio credere che lei ricominci e soprattutto impari ad amare prima se stessa, perchè non si può amare una persona se prima non ami te stessa, e solo Isabel dopo aver scoperto l'inganno che non vi dico se non avete visto il film, per non rovinarvi la sorpresa, torna a vivere la sua vita, e abbandona il marito, la figliastra, tutto quanto, perchè nella vita, quando l'amore non si riceve e si vive in una prigione invisibile, dove devi essere succube di tutto non c'è niente di meglio che voltare pagina e ricominciare daccapo, è questo che dice Jane Campion, ed è proprio questo che io voglio credere straordinaria Nicole Kidman in uno dei suoi ruoli chiave mefistofelico John Malkovich, e altrettanto brava Barbara Hershey, film ingiustamente sottovalutato, avrebbe meritato maggiore attenzione quando uscì, resta uno dei capolavori di Jane Campion.



4 commenti:

  1. belle parole, concordo con il messaggio finale, il film rende bene il passaggio tra fanciulla e donna. E' un percorso di maturità.
    Bellissimo il bacio finale.

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  2. bellissima recensione, complimenti!

    Ho scritto anche io la mia, mi piacerebbe sapere che ne pensi :)

    http://tystnaden-silenzio.blogspot.com/2010/05/ritratto-di-signora-1996.html

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  3. certo l'ho vista anche la tua è molto bella :)

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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