domenica 5 ottobre 2008

Morte a Venezia - di Luchino Visconti

Trama
Il compositore Gustav von Aschenbach, giunge da Monaco a Venezia per una breve vacanza, qui rimane affascinato da un giovane polacco Tadzio che sembra incarnare quell'ideale di bellezza a cui tanto faticosamente ha cercato di raggiungere.
In una Venezia in preda a una epidemia di colera tenuta nascosta dalle autorità locali per paura di perdere il turismo si consuma la passione di Ashenbach fino a morire sulla spiaggia del lido mentre contempla ancora il suo amato Tadzio...

Commento
15 anni dopo...
La prima volta che vidi Morte a Venezia mi sono annoiata a morte, è successo una sera d'estate facendo l'imperdonabile errore di non assimilare questo film e di non degustarlo fino in fondo dandolo per scontato, per questo ho sempre evitato di rivederlo, anni fa mi accorsi che forse non ero abbastanza matura per vederlo o per apprezzarlo fino in fondo, e anche oggi che l'ho rivisto e finalmente sono riuscita ad apprezzarlo avevo paura a rivederlo troppo presa dalle sensazioni contrastanti con cui l'ho visto la prima volta.
L'ho visto, l'ho assimilato, da premettere che il mio commento non vuole essere nè a favore nè contro diciamo che è un commento neutro perchè non me la sento nè di stroncare questo film che reputo un capolavoro nè di inserirlo tra i miei preferiti; da premettere non è un film facile è un film piuttosto complesso e pesante, consigliatissimo solo a chi ama il cinema e ai cinefili più incalliti.
Il film, musicato dalle strugenti note di Gustav Mahler è la storia di un artista Aschenbach ossessionato dal raggiungere una bellezza eterea e questa viene incarnata sotto le sembianze di un giovane polacco Tadzio appunto che passa le vacanze con la sua famiglia.
I dialoghi sono minimi ed essenziali, il film ruota intorno alla musica e alle sensazioni del protagonista, che ripercorre la sua vita attraverso i suoi ricordi, i suoi fallimenti e naturalmente attraverso quell'amore impalpabile e viscerale per quel giovane che incarna quell'ideale di bellezza in cui Ashenbach si innamora perdutamente...
Menzione speciale al grandissimo Dirk Bogarde che interpreta Ashenbach, non è facile interpretare un ruolo in cui il personaggio deve esprimere solo con i gesti le sue emozioni.
Il film è lento come una ballata di morte ma capace di esprimere dei sentimenti, che solo le grandi opere sanno fare, inoltre non fate l'errore che ho fatto io, non datelo per scontato, cercate di assimilarlo e di prenderlo così com'è, vedetelo sotto una luce diversa, scoprirete che avete davanti un film di una malinconia e di una bellezza che difficilmente si trovano in altre opere.
Il film è inoltre è una riflessione tra arte e vita, tra perfezione e genio, tra amore e idea che abbiamo di esso, come nella bellissima scena in cui Ashenbach parla di bellezza e arte insieme al suo amico...
Un film da vedere, ma soprattutto da assimilare, come una sinfonia, come una musica...


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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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