venerdì 5 luglio 2013

L'ipnotista


Lasse Hallström torna in Svezia per girare un thriller tratto dal romanzo di Lars Kepler, l'origine letteraria del soggetto, - in cui chi ha letto il romanzo fa sempre confronti tra l'opera letteraria e quella cinematografica ma questo è risaputo - è già un punto a suo sfavore.
Hallström, in questo film si dedica anima e corpo a narrare gli eventi in maniera precisa e millimetrica, dimenticando una cosa fondamentale: nel cinema thriller ci vogliono emozioni forti, ci vuole azione, niente da dire sulla regia che stilisticamente impeccabile, nè sulla recitazione degli attori, tra cui spicca la bravissima Lena Olin nel ruolo della madre del bambino rapito di cui si cercano le tracce.
La trama racconta di un ragazzo a cui è accaduto un incidente, ma al tempo stesso suo padre è morto nella palestra della scuola in cui insegnava, come si sono svolti i fatti?
A ricostruire il tutto ci pensa appunto un ipnotista, a cui è stato rapito il bambino, chi si nasconde dietro questi crimini?
Sinceramente è un film che non decolla mai, a causa di un prolungamento delle storie dei protagonisti, delle loro paure, e anche di ricostruire i fatti - che fin qui nulla di male, ma un po' di azione avrebbe giovato - il regista non sa dosare bene gli ingredienti della trama, e si finisce di assistere a un film dalle molteplici potenzialità che non vengono sfruttate fino in fondo.
E' un peccato perchè il film che già risente della natura letteraria, se avesse avuto una impronta personale ne avrebbe giovato parecchio, fattostà che Hallström non va fino in fondo, non è capace di osare, nè di stupire il suo pubblico, poteva fare di questo film un piccolo capolavoro, ma la sua regia si perde dietro stereotipi e dialoghi esistenziali che non hanno nulla a che fare con l'azione e le emozioni.
La ricostruzione del film è eccellente, ma si perde per non sapere dare ciò che il pubblico vuole in un thriller, in conclusione, un film che bene o male si fa vedere, ma che non da l'outing che un film thriller dovrebbe dare al suo pubblico.
NON MALE MA SI POTEVA FARE DI PIU'
Voto: 6



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