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The Way Back

Peter Weir è un regista che apprezzo molto, primo perchè in ogni film che fa riesce a narrarlo in una maniera originale e incredibile, ci sono diversi film che lo confermano, e nemmeno questo è diverso dagli altri.
La consapevolezza di ciò conferma che nonostante si parli di un fatto realmente accaduto, il chè rende girare il film abbastanza complicato: Weir riesce a dirigere un film evitando di scendere in facili emozioni.
The Way Back è un film capace di creare emozioni ed empatia con i personaggi, il chè è una cosa molto rara se è fatta da un regista capace, Weir riesce nell'impresa di creare un opera tratta da una storia vera e riuscire a far vivere la storia allo spettatore, e non è da tutti riuscire a fare queste cose.
Come ho detto prima Peter Weir è un regista che apprezzo molto, lo so, mi sono ripetuta, e c'è un motivo perchè l'ho fatto: primo perchè riesce a rendere epico un film, secondo perchè cattura l'attenzione dello spettatore, e terzo, ti conquista sempre.
Basta credo di avervi fatto capire le mie motivazioni, ma andiamo al film.
Il film racconta di un uomo, un tenente, accusato di spionaggio e condannato ai lavori forzati in un gulag, e le cose non vanno certo bene, in quel gulag conosce e fa amicizia con un gruppo di uomini con cui deciderà la fuga; ma sarà un impresa quasi impossibile perchè dovranno affrontare il gelo, la fame e la sete, e in tutto questo faranno chilometri e chilometri di strada per ritrovare la libertà.
Un impresa quasi impossibile che solo il coraggio renderà possibile.
In questo film c'è tutto, la voglia di libertà, l'amore, l'amicizia, raccontati con sincerità da un autore che è capace di emozionare, il che  non è da tutti i giorni.
Peter Weir riesce a sorprendere sempre, per la sua capacità di trasmettere sullo schermo questa storia, sembra di vivere realmente nel film, cos'altro c'è da dire?
Correte a vederlo.
Voto: 8


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