lunedì 5 agosto 2013

Grandi Speranze

E siamo alla ennesima versione del classico di Charles Dickens, che a differenza della versione di Alfonso Cuaròn, rispetta l'ambientazione ottocentesca, ma dobbiamo dirlo, sembra un romanzetto privo di pathos in cui la noia fa capolino dietro l'angolo.
Colpa di un film molto lungo che toglie ogni coinvolgimento, forse per rispettare la versione letteraria, eppure ci manca qualcosa in questo film, che ha moltissime potenzialità che non sviluppa in tutto e per tutto, in poche parole questo film potrebbe essere un capolavoro, ma il regista non si è impegnato a far si che lo diventi.
Un film può essere rivisto e rivalutato, chi lo sa magari un giorno lo rivedo  e il mio parere cambierà, ma adesso mi sento il dovere di fare una schietta analisi riguardo a un film il cui maggiore difetto sta proprio nella costruzione drammatica, che dovrebbe sfociare al suo massimo livello per essere un grandissimo film.
Perchè il regista non lo fa? Semplicemente perchè il film o non è sentito, oppure è costruito dalla casa cinematografica per poter ambire al premio oscar, o semplicemente è la visione del regista che non va...può essere tutto, come può essere niente...ma per ora si opta per la seconda.
Ovviamente non prendetemi alla lettera, il film ha i suoi limiti c'è poco da fare, quando un film non decolla non ci vuole molto a capirlo, allora cosa si salva di questo film?
Intanto la recitazione di due grandi attori come Ralph Fiennes - sorprendente come sempre - e Helena Bonham Carter che da soli sono come i classici Jolly in cui il film si regge, la regia è praticamente assente, il plot non è male, ma si poteva fare molto di più, è come se chi ha voluto fare questa nuova versione non abbia voluto sporcarsi le mani e osare, peccato...il film ne avrebbe guadagnato moltissimo, soprattutto per qualità.
E' come se chi ha voluto scrivere o fare questo film abbia gettato la pietra e poi si sia ritirato molto presto, perchè? I film si devono fare bene, soprattutto quelli tratti da grandi classici della letteratura, non si dovrebbe far cinema solo per soldi, ma per passione o per senso artistico, ma tu vallo a dire ai registi e alle case cinematografiche, quelli fanno film soltanto per soldi, ed è un peccato perchè avvolte è meglio fare un film buono, che fare un film costruito...Il successo è solo qualcosa che non ha niente a che fare con il lato artistico di un opera cinematografica o con il tempo.
Voto: 5


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