Passa ai contenuti principali

La Comunidad

Stavolta il buon Alex De La Iglesia mette da parte la commedia per fare un film a metà strada tra il thriller e il grottesco e sforna un quasi capolavoro.

Gli almodovariani conoscono già l'attrice protagonista Carmen Maura, una delle "muse" di Pedro che Alex De La Iglesia ha scelto come protagonista di questo torbido thriller grottesco costruito come un gioco al massacro.
Perché di massacro si tratta, né di più né di meno.
Julia è una agente immobiliare che deve vendere un appartamento apparentemente spoglio e messo male, però, appena apre la porta si rende conto che è pulito e ordinato, perciò non dovrebbe essere difficile venderlo al primo interessato.
Le cose si complicano quando decide di stare nell'appartamento e invitare suo marito.
Dopo una cena e una scopata si accorge che dal tetto cadono degli scarafaggi, l'unica cosa è controllare il tetto e quando controlla scopre il cadavere di un anziano e una valigia piena di soldi.
Adesso il buon senso dice che dovrebbe lasciare l'appartamento magari fregandosi i soldi, ed è quello che vuole fare, solo che non ha fatto i conti con gli inquilini del palazzo, decisi a fare qualunque cosa per mettere le mani nei soldi.
Se prima avevo capito che De La Iglesia  fosse un regista talentuoso da tenere d'occhio, ora con questo film ne ho la piena conferma, no anzi, di più...credo anzi che sia un grande regista.
Si perché a differenza di altri film, tutti incentrati sul grottesco e la commedia nera, questo film non ha niente di commedia, stavolta rischia grosso e lo fa con gli ingredienti che conosciamo, ed evitando a tutti i costi la risata facile, anzi fa di più...non dirige una commedia, semmai potremmo definirlo grothriller tanto per farci un idea.
Non ci credete ancora?
Dategli un occhiata e vedrete che mi darete ragione.
Non mancano i personaggi grotteschi e sopra le righe,primo fra tutti il vicino che si veste da darth vader e che sarà di fondamentale importanza verso il finale.
Non fatemi raccontare di più, perché vi rovinerei la visione.
Un film cattivissimo e bastardo, nel senso positivo del termine ma costruito con intelligenza e crudele armonia.
Geniale.


Commenti

  1. Concordo! Il mio preferito di De la Iglesia, credo, un film che funziona dall'inizio alla fine senza cambiare tono cinquanta volte come fa di solito il regista spagnolo che mi piace come regista ma meno come sceneggiatore...

    RispondiElimina

Posta un commento

Moderazione rimessa, NO SPAM