lunedì 29 settembre 2008

Easy Rider - di Dennis Hopper

Trama
Billy e Wyatt, decidono di intraprendere un viaggio in assoluta libertà con le loro moto i cui serbatoi sono imbottiti di droga, verso la grande New Orleans...verranno arrestati per avere sfilato insieme ad una banda senza avere il permesso, lì conosceranno un avvocato che si unisce a loro.

Commento
Per Easy Rider lascio un commento parlando di questo grande film, la mia non vuole essere una critica, ma una sintesi delle sensazioni che questo film mi ha lasciato.
In assoluto è stata una sorpresa, l'opera prima di Dennis Hopper ha fatto la storia del cinema non ci sono dubbi e oggi come quarant'anni fa rimane attuale nonostante il passare del tempo.
Film simbolo della controcultura degli anni sessanta, in questo film che si apre con una lunga carrellata su Billy e Wyatt e dopo sette minuti partono i titoli di testa ti da un senso di libertà già dai primi fotogrammi, la cosa che ti conquista - e qui si ricorre sempre alla critica verso la famosa borghesia, sempre presente nelle pellicole di quegli anni - E' la fotografia di una società piena di contraddizioni e di pregiudizi, grandissime le scene di quando guidano le moto negli spazi infiniti dell'america.
Del film mi è piaciuto anche che i protagonisti fanno la loro scelta e non pretendono di essere accettati nè tanto meno compresi, si vede la società bacchettona e bigotta di quelli che li deridono per i capelli lunghi e quelle stesse persone, grette e mediocri, che nonostante loro non disturbano nessuno cercano in tutti i modi di perseguitarli - impressionante la scena in cui picchiano l'avvocato fino a farlo morire - quella scelta di libertà per cui hanno fatto questo viaggio e di fuggire da una società medio borghese di strafarsi di cocaina o di fumare marjuana, come gli hippies infatti è stato girato in piena rivoluzione sessantottina,
c'è una sequenza al bar in cui vi sono un gruppo di ragazzine che li ammirano, e un gruppo di uomini che li criticano per i capelli lunghi e per come sono vestiti.
Il gioco delle apparenze la dice lunga, e Hopper è bravissimo a mettere in luce questi contrasti, come dire allo spettatore ehi, guardate qui questi due modi diversi di pensarla, noi viviamo in assoluta libertà, ci sono le ragazzine che pur non capendoci vogliono fare il giro sulla moto, e ci sono questi tizi che vogliono farcela pagare perchè abbiamo i capelli lunghi...
Allucinante la scena in cui sono strafatti di droga, - secondo me è la migliore del film - e c'è Peter Fonda che piange davanti alla madonna, tutti sembrano dentro un Trip da lsd e la fotografia piena di colori che si dilatano rende benissimo l'idea della scena.
In conclusione, un film da collezionare, da vedere e rivedere per portarsi dietro sia un cult movie che un pezzo di storia del cinema.


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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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