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CineClassics - Splendore nell'erba

Eccezionalmente di giovedì, e anche domani, se mi riesce, c'è cineclassics, la rubrica dove recensisco tutti i film usciti dal 1900 al 1969, e stasera recensisco il capolavoro del grande Elia Kazan: Splendore nell'erba.


Esordio al cinema di un attore bravissimo: Warren Beatty, che interpreta un ruolo che mi ha letteralmente conquistata, quello di Bud, un bravo ragazzo, di una famiglia altolocata, che innamorato di Deanie, una giovanissima Natalie Wood, che dimostra un talento eccezionale, intende sposarla, e vivere felice.
A contrastarlo è il padre che sogna per lui un futuro migliore, ma anche Deanie, non se la passa al quanto bene, perché nella sua famiglia molto religiosa, tengono molto all'apparenza e alla morale, dimenticando che gli esseri umani provano emozioni, e queste devono essere espresse, la ragazza reprime i suoi sentimenti, e questo la porterà vicino a un esaurimento nervoso.
Intanto Bud, va all'università, diventa il quaterback della squadra di football, insomma fa ciò che il padre gli ha detto, e anche lui è infelice.
Inoltre la famiglia di Deanie, tenta di evitare in tutti i modi che la ragazza non segua l'esempio della sorella, che è senza freni e si butta tra le braccia di un uomo all'altro.
Il film di Elia Kazan, analizza in maniera spietata, la società americana attraverso la critica alle convenzioni sociali, che vengono imposte ai due giovani, che alla fine devono andare avanti con ciò che la vita e soprattutto gli imprevisti serbano loro, dimenticando persino il loro amore.
Un finale amaro e realistico per un film che è un autentico pugno nello stomaco, e all'inizio degli anni sessanta, rappresentava una novità e una innovazione praticamente sgradita a Hollywood.
Per questo non ci sono facili soluzioni, perché la pellicola non vuole dare il contentino al pubblico, anzi lo vuole oltraggiare con la realtà, con la verità del seguire stupide abitudini, di seguire non i propri sogni, ma ciò che gli altri decidono per noi e accontentarli, cosa che in un futuro prossimo li porterà alla repressione e all'infelicità.
La lezione del film è quella di vivere la vita all'ombra dei genitori, di quello che si aspettano da noi, non di realizzare i nostri sogni, di esprimere i nostri sentimenti, e questo porta i due giovani a lasciarsi, non avendo il coraggio di lasciare perdere quello che gli altri si aspettano da noi, ma ciò che noi vogliamo dalla vita.
E sono pochi quelli che riescono a farlo.
Un ritratto amaro di un amore triste, che segna l'inizio della critica al cosidetto sogno americano, che altri non è che un illusione, perché un conto è vivere seguendo il nostro cuore, un altro è vivere seguendo quello che gli altri sognano per noi.
Non dobbiamo mai vivere la vita all'ombra degli altri, ma esprimere noi stessi in base a quello che vogliamo noi.
In sintesi è questa la lezione di Kazan, che ci regala un altro magistrale film.
Da non perdere.






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