Speciale Exploitation - Avere Vent'anni

 

Torna dopo tantissimo tempo, la rubbrica sul cinema d'exploitation del sabato, per l'occasione ho deciso di recensire un film di cui ho sentito parlare parecchio da quando bazzico la blogosfera Avere vent'anni, diretto nel 1978, da Fernando di Leo.
Ora tocca a me parlare di questo film, e riapro la rubrica settimanale dedicata al cinema exploitation, che secondo me in un blog di cinema non deve mancare.
Dunque, l'impressione che mi sono fatta mentre guardavo questo film è quella in cui un regista come Fernando di Leo, volesse un po' criticare l'assoluta libertà della generazione post '68 narrando i limiti e le contraddizioni della gioventù di allora.
Parafrasando che l'inizio sembra davvero una delle commedie scollacciate che andavano di moda allora, per poi trasformarsi in un film dove il pericolo causato dal violentissimo finale, che non rivelo, si fa protagonista, e che mostra che una volta superati certi limiti non si può tornare indietro.
Per l'occasione Di Leo sceglie come protagoniste due attrici della commedia sexy all'italiana: Gloria Guida e Lilli Carati, che interpretano due giovani ragazze, che vanno in una comune dopo essersi conosciute in spiaggia, dopo che gli agenti della polizia fanno chiudere questa comune, si trovano in balia del mondo intero, per finire in una trattoria piena di maschi arrapati, e vi lascio immaginare quello che succede.
Non è tra i miei preferiti del genere, ma la sua forza sta tutta in quel finale, drammatico e violento, dove le due verranno stuprate e uccise da un orda di maschi allupati.
Film che all'uscita non ha ottenuto il successo che sperava, adesso è stato rivalutato come cult, e sinceramente lo è, questo senza ombra di dubbio, all'epoca è stato stravolto e sforbiciato per paura che la gente vedendo due divette della commedia sexy, non avrebbe accettato un finale così crudo e violento, invece il film voluto da Fernando di Leo, acquista una parentesi di rispettabilissimo cult che sottolinea anche una denuncia sulla violenza alle donne senza pari, ma nell'italietta becera di allora, si preferisce nascondere piuttosto che far vedere.
Da vedere.



Commenti

  1. Uno dei miei film preferiti, un Di Leo non noir ma assolutamente crudo e vero.
    Avere vent'anni è quasi una perla unica, ha tanto di tanti generi (si ride pure, per dire...) ma può shockare come pochi.

    Moz-

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