Horror Stories - Summer Ediction - Midsommar - Il Villaggio dei Dannati

Che strano oggetto questo Midsommar, ed è il secondo film di Ari Aster.
Decisi di vederlo su Facebook, quando inserii nella pagina della fabbrica i film in uscita due settimane fa in sala, la copertina mi colpii tantissimo, poi ovviamente ci sono le recensioni delle mie due procacciatrici di cinema horror preferite che sono Lucia Patrizi e Bollicina per me due fonti preziosissime per il cinema horror.






Lo dico subito, così spacchiamo la testa al toro; il film l'ho visto oggi e devo dire che ci sono tantissime citazioni o per meglio dire ispirazioni a The Wicker Man, è inutile negarlo, eppure con tutto che la trama non è originalissima, ha qualcosa di unico e molto più terrificante del film di Robyn Hardy.
Innanzitutto devo dire che mi è piaciuto, è un film che ovviamente necessita il suo tempo per essere digerito e assimilato, non è un film per tutti, è un opera che o la ami, oppure la odi, non ci sono vie di mezzo, oppure potresti apprezzarla ma non amarla del tutto.
Ci sono delle scene sconvolgenti, la trama è costruita su una ragazza, da cui il regista ha tratto il punto di vista, che ha avuto un lutto nella sua vita, la sua famiglia è morta e lei non l'ha affrontato.
La conoscenza di un giovane studente che invita lei e altri tre amici a questo "festival" segnerà indelebilmente la sua vita.
Ari Aster, rispetto al suo film precedente, cerca di dare una impronta autoriale al film, e lo rende molto provocatorio agli occhi dello spettatore, facendo una chiara critica ai culti religiosi, sin dall'inizio vediamo il mondo deformato, con l'automobile che cammina quasi volando, vedendo la strada dove dovrebbe esserci il cielo, segno che i nostri amici stanno davvero per entrare in un altro mondo.
Il Midsommar comincia con il suicidio di due persone, e le due scene sono particolarmente sconvolgenti, io dico ma perché non scappano a gambe levate? Ari Aster ci da le risposte con il contagocce, e non ci fa capire niente, però piano piano, con la testa di Dani ci fa entrare in questa comunità, dove tutti sono gentilissimi e sembrano una famiglia, ma c'è qualcosa di storto, e le motivazioni che non vanno, verranno a galla in maniera inquietante.
Il Midsommar, non è certamente come tutte le altre feste, Dani col suo fidanzato non ha praticamente più un rapporto, e la comunità sembra accettare il diverso, solo per cannibalizzarlo e usarlo per i suoi scopi.
Io per esempio ho capito subito come sarebbe andata a finire la cosa, infatti nessuno degli amici fa ritorno alla vita precedente, e mi fermo qui per non parlare troppo.
Un cult, per molti ma non per tutti.



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