sabato 1 giugno 2013

Gli sfiorati

A Matteo Rovere gli piace provocare il pubblico,  e lo fa anche con questa sua opera seconda.
Protagonista è un ragazzo in cui deve occuparsi della sorellastra prima delle nozze del padre con la sua compagna con cui convive da vent'anni.
Il ragazzo appassionato di grafologia inizialmente vede la convivenza con la sorellastra come imbarazzante, c'è qualcosa che lo mette  a disagio...ma cos'è?
Piano piano, scopriremo cosa c'è stato tra i fratelli, - che non dico per non spoilerare altrimenti finisce il mistero che alleggia e non c'è piacere - e inizieranno a convivere serenamente nella loro nuova famiglia.
Ancora una volta Matteo Rovere, traduce per lo schermo un romanzo, questa volta filmato da Sandro Veronesi, sul tema centrale di una nuova figura fraterna che entra nella vita di una persona, con cui dobbiamo imparare a convivere e condividere il nostro mondo, anche se siamo ormai grandicelli, ma questa è la famiglia allargata, e bisogna imparare a convivere e volersi bene...anche se le cose non sono mai facili.
Siamo di fronte a un film dove i valori della famiglia sono messi in primo piano, e dove le cose non sono mai come vogliamo che fossero, c'è un segreto che i due fratelli custodiranno per sempre...e forse non lo saprà mai nessuno, ma questa è la famiglia, bisogna prenderla per come viene, non possiamo certo chiedere noi i genitori ideali, o i fratelli o sorelle ideali, bisogna accettarli così come vengono, anche se nessuno è perfetto, ma è la vita, ormai bisogna prenderla così come viene.
Il grande buio interiore che Matè il protagonista del film dovrà attraversare per accettare questa nuova famiglia, nata dal padre, il film non dice mai se i suoi genitori hanno divorziato o meno, dice soltanto che  la madre di Matè è morta, e forse è anche accaduto il divorzio, ma il regista non approfondisce il tema, ma ce lo fa soltanto immaginare.
Pregio o difetto che sia, dovrà condividere il suo mondo con questa nuova sorella, il che non è mai facile conoscere e accettare come sorella una persona che non è cresciuta insieme a te.
Ma le cose piano piano cominciano a cambiare per il meglio.
Un bel film, nonostante tutto, più maturo e più delicato del precedente Un gioco da ragazze, che era cinico e spietato, qui invece racconta un tabù - ma lo scoprirete meglio guardando il film - e della consapevolezza di due adolescenti che devono imparare a vivere come fratelli.
Apparte questo credo che sia un passo decisamente in avanti rispetto alla pellicola precedente, di un autore che vuole crescere e non ha paura di parlare al pubblico raccontando storie attraverso lo schermo, il che è già un motivo di guardare il film.
APPETITOSO


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