mercoledì 26 giugno 2013

Una Bionda in Carriera

E stiamo per recensire il sequel de La rivincita delle bionde, ma come spesso accade, nei sequel non sono mai all'altezza dell'originale.
E' un film che vorrebbe calcare il successo del precedente, ma che ahimè resta solo all'ombra, di biondo ormai rimangono solo i capelli della protagonista, che qui si veste da paladina dei diritti degli animali.
Se l'inizio è carino e spiritoso, man mano che il film va avanti, abbonda di stereotipi e di un buonismo per tutto e tutti assolutamente fuori luogo, va bene i diritti per gli animali anche se gay, ma un po' di vetriolo soprattutto verso i personaggi negativi non avrebbe guastato affatto.
Una bionda in carriera è un film fuori spessore, nel primo capitolo vedevamo la protagonista combattere per eliminare gli stereotipi sulle bionde, questo film è una carrellata glamour che vorrebbe essere divertente ma non lo è, è superficiale smielata, e chi più ne ha più ne metta.
Il suo essere a favore della causa animalista non è sincero, ma è politically correct il che la dice lunga su alcune scene fin troppo a favore della causa, ok sta bene, ma un po' di critica verso gli animali maltrattati non c'è? Solo far chiudere lo studio delle sperimentazioni, per trovare la mamma del tuo cane mi sembra fin troppo poco, perchè non farla chiudere per TUTTI gli animali?
Il film fa acqua da tutte le parti, dalla regia fin troppo perfettina, dal plot che vorrebbe essere animalista, ma si limita solo a fare il suo compitino politically correct senza occuparsi di tutti gli animali, il messaggio che questo film da è altamente falso e superficiale, ci vuole un po' di cattiveria e sana critica - non verso gli animali per carità - verso chi maltratta gli animali, non per maltrattare la mamma del tuo Chiuauah.
Una bionda in carriera ha perduto il suo essere fuori dalle righe del primo capitolo e il suo sano umorismo e la critica verso una società che va contro le bionde per sostenere una causa in cui non crede, tanto per far contentino il pubblico, ma un film deve pur essere sensibilizzato alla causa animalista.
Un film deludente che è l'ombra del primo capitolo che lo ha preceduto, la stessa Reese Whiterspoon che nel primo capitolo era spiritosa e frizzante, qui è esattamente l'opposto, eh ma ormai siamo avvocatesse, quindi dobbiamo difendere gli animali per una buona causa, daccordo, ma ci vuole  la sensibilizzazione al problema baby.
Questa volta il mio voto è 4 e se lo merita tutto quanto.


4 commenti:

  1. il primo è un gioiellino, questo è vero, è 'na schifezza :)

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  2. Il primo mi divertì al punto giusto, anche perché io adoro Jennifer Coolidge che nel film rpecedente era quella che le faceva le unghie, diventò anche amica.

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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