mercoledì 12 giugno 2013

Hitchcock

Volete sapere la genesi della lavorazione di Psycho? Il caopolavoro di Alfred Hitchcock, entrato nella storia del cinema e aggiunto ad altri film ne ha fatto il mago del brivido?
Non vi resta che guardare Hitchcock di Sacha Gervasi, che ne racconta l'idea, la lavorazione e le riprese, anche attraverso le donne che lo circondavano, dalla moglie, che è stata la prima a  spingerlo a girare psycho, alla segretaria, fino alle sue attrici, delle quali aveva una ossessione per il colore dei capelli e la delicatezza del volto.
Si narra anche di un certo rimpianto per Grace Kelly, attrice prediletta che per amore ha abbandonato il cinema, come fare  a sostituirla? Ci pensa una delle sue donne, la segretaria sempre attenta a nuovi volti cinematografici, e così Janet Leigh prenderà il posto di Grace, ma solo nel film.
Per tutto il tempo della lavorazione c'è una piccola ossessione che assale il mago del brivido, man mano che la lavorazione procede, viene assalito da paure sul personaggio del libro al quale psycho è ispirato, fino a sospettare della moglie che ha una relazione clandestina con Whitfield Cook, che l'aiuta a  corregge il copione, ma per girare il film, è disposto pure a scendere a compromessi, quali? Quello di ipotecare la casa e non spendere nulla in cambio di una percentuale sugli incassi.
Alla fine nonostante sia tampinato dai produttori, Psycho nonostante la distribuzione numerata, si rivelerà il suo maggiore incasso
Sacha Gervasi, dirige un buon film, supportato da un ottima interpretazione di un cast affiatatissimo, tra cui spicca il grande Anthony Hopkins, che sa interpretare il mago del brivido in maniera schietta  e sincera, copiandone pure i tic e le nevrosi, gli fa da spalla un cast di attori di tutto rispetto, che vanno da Helen Mirren, che interpreta la moglie Alma, Scarlett Johansson è Janet Leigh, Jessica Biel è Vera Miles, Toni Collette è la segrataria Peggie.
Un film che racconta il dietro le quinte di un capolavoro, un regista che si imbatte con la censura dell'epoca, del suo rapporto con le donne, sua moglie in primis, e delle sue attrici, un opera sincera e senza fronzoli, che non è affatto un biopic, ma una rilettura sul dietro le quinte di uno dei film entrati nella storia del cinema.
Sicuramente Gervasi adora Hitchcock, perchè il suo racconto è schietto, coaudiuvato da un realismo sincero e per nulla romanzato o fasullo, si racconta il mago del brivido, compreso il suo rapporto contrastante con la critica che fino all'arrivo della nouvelle vague, non gli ha dato il riconoscimento che meritava.
In conclusione se amate il grande Hitch, non potete perdervelo.
APPETITOSO.




2 commenti:

  1. Non sono ancora riuscito a vederlo, ma spero di recuperarlo quest'estate

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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