sabato 25 marzo 2017

La Camera Verde

                                                       Riguarda & Recensisci
 E con grande piacere che torna uno degli autori da me più amati, dopo 4 anni d'assenza tra le pagine di questo blog: François Truffaut, ne approfitto per rispolverare anche la rubrica che ripesca i film non ancora recensiti alla fabbrica e visti precedentemente, in uno speciale dedicato proprio al grande regista francese.


Questa sera è il turno di un film particolarmente toccante: La Camera Verde, che ho appena terminato di vedere; dovevo recensirlo parecchie ore più tardi, ma faccio adesso, tanto è la stessa cosa.
Comunque andiamo a noi.
Sappiamo che Truffaut col suo cinema ha toccato parecchi temi, l'amore, l'infanzia, l'educazione, il cinema, la vita etc etc...
Con La Camera Verde affronta il tema scottante della morte, in cui lui riesce nell'improbabile impresa non solo di risultare autentico e reale, ma evita persino di scendere nel patetico.
Qui Truffaut si mette in primo piano, non solo dirige il film, ma lo interpreta pure, ed è un narratore, non sceglie particolari innovazioni stilistiche storcendo la mdp per dimostrare chissà quali abilità registiche, ma, anzi, fa l'esatto opposto.
E da narratore ci fa entrare dentro qualcosa che noi vivi non riusciamo a percepire, ovvero affrontare l'elaborazione del lutto, della perdita delle persone amate, non è sempre facile andare avanti nella vita, soprattutto se perdi qualcuno che hai veramente amato.
Il personaggio di Julienne Davenne è un esempio lampante di persona che non ha superato la morte della moglie, la perdita non solo della donna che ha scelto di condividere la vita con lui, ma anche la perdita di tutti i suoi morti.
E' un uomo solo, disilluso, che non ha una donna accanto.
Lavora in un giornale dove scrive necrologi, vive con la governante e suo figlio sordomuto, ma c'è una donna che lo ha precedentemente conosciuto, con cui instaura un rapporto, prima di stima reciproca per poi cominciare ad approfondirsi maggiormente.
Potrebbe essere l'inizio di una nuova vita per Julienne, ma lui pensa soltanto a stabilire una vicinanza con i suoi fantasmi, rifugiandosi in una specie di cappella dove li riunisce tutti accendendo candele a loro, per tenerli sempre con se.
Non c'è possibilità per lui di superare il suo dolore interiore, la tragedia che vive dentro di lui esploderà nel finale in cui finalmente ritroverà la donna che gli aprirà uno spiraglio per ricominciare a vivere, ma accade qualcosa che nessuno si aspetta...
Un film davvero unico, tutto da vedere, uno dei migliori, dei più toccanti diretti da François Truffaut, particolarmente toccante è l'inizio del film, dove caccia via il prete che dice ad un uomo, che la moglie un giorno risorgerà; e quest'uomo è talmente disperato per la perdita di sua moglie che la abbraccia pure, Davenne, che è lì presente nella scena, lo prende quasi per il collo spingendolo via, perchè capisce che non potrà mai comprendere il dolore che prova quell'uomo per la perdita della sua compagna.
In conclusione, un film tutto da vedere, che aggiunge un altro fondamentale tassello sia alla cinematografia, che alla filmografia di uno dei registi più straordinari mai apparsi sulla scena.
Magistrale.
Voto: 8

 
   

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