domenica 26 marzo 2017

La Terra Trema

Seconda recensione di oggi, si lo so, questo film l'ho visto ieri, ma siccome ho assistito ad una delle opere cinematografiche più vere e sincere che ho mai visto, ne volevo parlare subito.
La mia non è una semplice recensione, sapete che per certi film è molto riduttivo spiegare se il film è bello oppure no, se vale la pena di vederlo o no etc etc etc...
Qui siamo di fronte a uno dei film che hanno fatto la storia del cinema italiano, insieme a Roma Città Aperta, che ho visto e ne parlerò prossimamente.
E' un opera che mette i brividi, per l'assoluto realismo con in quale è stata messa in scena.
Alla regia abbiamo il grande Luchino Visconti, che torna alla fabbrica dopo parecchi anni d'assenza, e mi fa piacere potervi fare conoscere questo capolavoro.

L'opera mette in scena un romanzo di Giovanni Verga, abbastanza liberamente direi, I Malavoglia, questa volta però Visconti per raccontare questa storia drammatica, sceglie attori non professionisti, sottolineando un realismo che è palpabile per tutta la durata del film, che fino ad ora non avevo mai visto in una sua opera.
E' un bene direi, prima perchè è un opera che lascia il segno, senza ombra di dubbio viscerale, drammatica, a tratti persino crudele, ma vera e su questo non c'è ombra di dubbio.
E' la vita vera che è filmata con assoluto rigore da uno dei cineasti italiani che stimo maggiormente (Dopo Fellini, sicuramente Visconti si merita il secondo posto tra i più grandi registi italiani di tutti i tempi secondo il mio modesto parere), la fotografia in b/n, sembra iscurirsi soprattutto la notte, certamente perchè il film è stato girato a luce naturale e lo si nota.
Ma nessuno deve dire che questo film non sia un capolavoro.
Un opera così immensa deve essere vista soprattutto dalle nuove generazioni, per scoprire sia un grande cineasta (e Visconti lo era, questo senza ombra di dubbio), sia un film dove si narra senza sfaccettature, e mascheramenti fasulli, il dramma di una famiglia di pescatori.
Tutto recitato in siciliano stretto - alcuni dicono che è stato ridoppiato per fare capire allo spettatore cosa dicevano gli attori, dato che il dialetto di Acitrezza è incomprensibile - e anche io che sono siciliana ho fatto fatica a capire cosa dicevano, solo un po'.
Resta innegabile il valore storico di questa pellicola, che nella figura di 'Ntoni, vede il pescatore che si ribella ai suoi padroni, ma che alla fine deve ritornare sui suoi passi perchè perde tutto quanto a causa di una tempesta.
Una chiara denuncia al capitalismo, passato a Venezia e uscito due anni dopo nei cinema... - ma tu guarda...- forse per restare edulcolorato il boom economico? O se fosse uscito prima avrebbe macchiato l'immagine dell'Italia del benessere a tutti i costi cominciata col Boom?
Questo film è immortale, e condivido con voi questa sera l'invito alla visione, sicuramente mi darete ragione.
In conclusione, è imprescindibile se siete veramente cinefili.
Buona Visione.
Voto: 10

 



2 commenti:

  1. Confermo, visto solo una volta ma è quel neorealismo vecchio stile che colpisce sempre. Come un pugno.
    Grandissima opera :)

    Moz-

    RispondiElimina

Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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