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La Signora di Shanghai

Riguarda & Recensisci
Oooh, ennesimo appuntamento con Orson Welles, questa sera vi propongo un noir molto bello, La Signora di Shanghai, protagonista l'allora moglie di Welles, Rita Hayworth, una delle mie attrici icone.

Questa volta pur non essendo allo stesso livello di pellicole ormai entrate nella storia, è un film davvero ben costruito, in cui lo spettatore non sospetta fino all'ultimo chi ha commesso i delitti.
Frutto di un abile gioco ad incastro di un autore sempre in forma e capace davvero di fare cinema.
La storia racconta di un uomo Michael che si innamora di una misteriosa donna Elsa, che poi si rivela un abile manipolatrice.
Elsa sfrutta l'amore di Michael per lei, per tessere la sua ragnatela, ed è talmente abile che solo all'ultimo lui capisce di essere stato preso per il naso.
Soprattutto quando lui le fa leggere una lettera dove si dichiara colpevole di un delitto che non ha commesso, onde aiutare una persona a fregare la società di assicurazione e prendersi tutto il malloppo, ma qualcosa non quadra, si, perchè Elsa, capisce che può sfruttare il tutto, ma non sospetta affatto che Michael ha aperto gli  occhi e ha capito le sue macchinazioni.
Bene, diciamo che non è un capolavoro, anche se devo dire che mi ha tenuta incollata alla poltrona per tutta la sua durata, il che lascia pensare che sia un film davvero da vedere; e lo è, questo senza ombra di dubbio.
Fattostà che pur essendo un grandissimo film, non ci troviamo davanti a un capolavoro come diversi suoi film, ma questo ha poca importanza perchè riesce ad avere un suo stile, oltre che una personificazione fatta da Welles in persona, che lo dirige pure.
Ma La Signora di Shanghai è più di un semplice noir, perchè sembra che Welles stesso, si diverta a giocare al gatto col topo con lo spettatore.
Il suo personaggio non è un ingenuo, e ce lo chiarisce subito, sin dalle prime inquadrature, è una persona normale che si è trovata dentro un incubo.
Il ruolo di Dark Lady a Rita Hayworth, le calza proprio a pennello, e lei la interpreta senza sfaccettature di fondo, anche grazie a uno script sapientemente scritto dallo stesso Welles, tratto dal romanzo If I Die Before I Wake di Sherwood King.
In sostanza, si tratta forse di un quasi capolavoro, ma che si lascia vedere benissimo, ve lo consiglio con il cuore.
Voto: 8 e 1/2

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