L'australiano

Torna ScreenCult anche questa settimana, ho deciso di toccare un tema particolare scegliendo tre diversi film che rappresentavano la follia umana, il primo sembra non tocchi l'argomento anche se l'inizio è ambientato in un ospedale psichiatrico...volete il mio parere a riguardo? Stay with me xD.

Charles Crossley - un bravissimo Alan Bates, narra la storia sconvolgente di un uomo, capace di emettere un urlo terrifico che uccide, e durante una partita di cricket in un ospedale psichiatrico, racconta questa storia a degli internati, che non credono a quello che dice all'inizio.
Dopo l'avventura con una donna, un misterioso uomo - lo stesso Crossley, che alla fine ammette di essere lui - si insinua nella vita di una coppia e racconta la sua storia dell'urlo, imparato dagli aborigeni dopo aver vissuto con loro.
Il marito musicista è incuriosito della cosa, perché da musicista è attirato da ogni tipo di suono, e allora fanno una prova, solo che per evitare di morire si mette i tappi alle orecchie rimanendo tramortito.
Un film sotto diversi aspetti incredibile, diciamo che è diventato uno dei cult di questo anno straordinario? E diciamocelo.
Ne avevo sentito parlare in diversi blog e anche online in diversi siti, così decisi di guardarlo e sono rimasta incollata alla poltrona durante la visione.
Quindi non potevo assolutamente non recensirlo alla fabbrica, e ne ho approfittato dell'ampliamento della rubrica ScreenCult, perché secondo me ci sta a meraviglia.
Come film potrebbe avere diverse chiavi di lettura, in quanto la storia raccontata all'inizio potrebbe non essere vera, ma alla fine...alla fine si ha la vera sorpresa che rimette le carte a posto come si suol dire.
Un film capace di far riflettere sulla magia, sui limiti delle capacità umane, sugli incrociamenti culturali che si anno con diverse persone che abitano nazioni straniere e di cosa impariamo da loro.
L'australiano è un film che parla apertamente di cosa è importante nei rapporti umani, del potere che una volta acquisito può renderci crudeli verso gli altri manipolando le loro vite a nostro piacimento, alla fine la domanda che ti rimane è: ma perché Crossley è finito in manicomio? Forse perché nessuno credeva alla sua storia?
Imperdibile punto.


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