lunedì 16 aprile 2012

Hypnosis

Hypnosis parte bene, presentando già i protagonisti, tra cui un giovane, che lavora in una sala cinematografica come proiezionista, ma che soffre di continue allucinazioni e amnesie, in cui non ricorda i suoi ultimi dieci anni di vita, è in cura da uno psichiatra, con risultati modesti sulla sua diagnosi, a cercare di scoprire il suo passato e cosa celano i suoi ricordi ci pensa un amica di infanzia, figlia dello psichiatra che ha in cura, che con il suo compagno Isaia, ha scoperto una speciale cura per poter aiutare le persone come Christian, da qui si nota anche l'ambizione del medico, e il fatto che se l'esperimento con Christian riesce può farsi un nome e un prestigio in campo della psichiatria, così il ragazzo accetta di sottoporsi alla seduta, in cui lo ipnotizzano per scoprire cosa gli sia successo, da qui il film si perde in varie scene senza ne capo ne coda, che avrebbero potuto essere sviluppate meglio per scoprire qualcosa su Christian, per esempio non hanno sviluppato il rapporto che ha con la ragazza che inizialmente si capisce che Christian ha sempre avuto una cotta per lei, si nota alla fine e poi questo fatto viene messo da parte un po' troppo alla sbrigativa dai due registi. Si prende come esempio il grande cinema giapponese, che ultimamente ha dettato scuola al cinema occidentale, ma che ahimè anche con le migliori intenzioni noi non riusciamo a replicare, è un film confuso, privo di logica e intuizioni innovative, è come se i due autori hanno per le mani un soggetto appetitoso, ma non lo sanno sviluppare, e cosa ancora più grave non sanno dargli anima, durante le sedute di ipnosi si hanno delle buone idee, che legate tra loro sarebbero state un filo conduttore per scoprire l'intricata matassa che lega i protagonisti, questo non avviene, lo spettatore non riuscirà a scoprire il legame che c'è con i protagonisti della storia e soprattutto con il loro passato, nè scoprirà il motivo per cui la gente del luogo è tanto spaventata dalla ragazza. Il film è pieno di colpi di scena messi apposta per fare balzare lo spettatore dalla sedia, senza dargli il senso di compiacimento e capire il perchè Christian ha quelle allucinazioni? Cosa si cela nel suo passato? Perchè la gente ha paura della ragazza? Cosa nasconde? Ci troviamo di fronte a un soggetto che non viene esplicato a dovere, lasciando un senso di smarrimento nello spettatore con una profonda delusione, un occasione mancata per qualcosa che se messo nelle mani giuste avrebbe fatto faville, e si rimpiange ancora e come sempre il cinema horror giapponese.


2 commenti:

  1. D'accordo su quanto dici: aggiungerei che per me un'altra zavorra del film è il protagonista, il pessimo Nicola Baldoni che ho avuto modo di dire rappresenta la speranza di tutti i guitti dell'universo perchè se ha fatto lui un film da protagonista allora lo possono fare tutti.A me è piaciuta la scena al cimitero con il ciclista che continua a passare che cita Il seme della follia di Carpenter,l'aria funesta che si respira nelle strade di Crespi D'Adda(che per me è una location clamorosamente bella) e poi vivaddio in una nazione come la nostra ammalata di commedite acuta ben vengano coloro che vogliono fare qualcosa di diverso.Peccato che molti limiti di questo film siano anche dovuti al budget risibile e il finale in stile J horror probabilmente va in questo senso.Era la soluzione più low cost.

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  2. si è un film che più che essere originale è confuso e vuole fare un opera d'impatto, ma il J horror è un altra cosa, questo è solo una pallida copia di ciò che sanno fare i giapponesi ormai :)

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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