Passa ai contenuti principali

Paranoid Park

Ecco il nuovo appuntamento settimanale con Gus Van sant, questa settimana parliamo di Paranoid Park, dire che è un film splendido è dire poco, Van Sant è un autore e come tale riesce a dirigere e a fotografare il vuoto esistenziale di un gruppo di Teenager, che passano il tempo a skaterare in un parco chiamato Paranoid Park, sono adolescenti il cui unico scopo è dimostrare di essere qualcuno per la loro qualità, ma soprattutto riescono a essere qualcuno per questa qualità, quando Alex si unisce a loro, accetta di giocare a una gara con altri skaters, saltare la locomotiva in una stazione, solo che ci scappa il morto, per tutto il film Alex convive con questo peso, indeciso se dire o no la verità, la decisione la piglia dopo aver lasciato la fidanzata e si è messo con un altra ragazza che gli da il coraggio di scrivere cosa è successo e piano piano la verità viene fuori.
E' un film spiazzante, capace di conquistare lo spettatore, Van Sant ha la capacità di filmare le immagini degli skaters quasi come fossero in una dimensione senza tempo, in modo da avviluppare lo spettatore per immergerlo in quel mondo, quasi come per vivere e comprendere i ragazzi protagonisti, ed è un operazione perfettamente riuscita perchè si riesce a non giudicare le loro azioni, ma a comprenderle, comprendere la loro solitudine, la loro tristezza, le persone che gravitano intorno a loro, le loro delusioni, e tanto altro.
Gus Van Sant ispirandosi all'omonimo  romanzo di Blake Nelson, filma il ritratto di una generazione che è un autentico urlo critico verso una società assente, incapace di ascoltare, ma capace solo di guardare le partite alla tv e a guadagnare soldi.
E' in questo vuoto esistenziale che gravitano questi skaters, adolescenti senza speranza, il cui unico sfogo è skaterare, cazzeggiare, e scopare con la propria ragazza, ma dentro quel vuoto esistenziale Alex si differenzia, perchè dentro di se ha qualcosa che gli altri non hanno, è un anima che si sente fuori posto lì, una persona sola, in cerca di se stesso, e viene presentato esattamente com'è, con i suoi pregi e i suoi difetti, e rispetto a quel vuoto esistenziale che lo circonda lui è quello che sente maggiormente il peso di quello che è successo, per questo quando incontra la sua amica Macy, decide non di parlare ma di scrivere cosa è successo, lasciando che sia lo spettatore a scoprirlo attraverso le immagini.
Un piccolo film girato con il cuore, la fotografia è oscura, tanto da sottolineare quel vuoto che avviluppa i protagonisti, la regia non lascia spazio a facili sentimentalismi, è netta, decisa, la regia di un professionista che sa cosa vuole raccontare, un film immenso che lascia di stucco, un capolavoro, un opera che lascia profondamente interdetti per come sono narrati gli eventi in maniera non polemica ma come sono realmente sinceri veri.
CAPOLAVORO.



Commenti

  1. per me non è un capolavoro, però un ottimo film ricco di spunti interessanti..

    RispondiElimina
  2. cmq ho scritto capolavoro perchè ha descritto in maniera profonda il vuoto esistenziale di questi giovani, forse ho esagerato, ma l'ho sentito davvero questo film :)

    RispondiElimina

Posta un commento

Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

Post popolari in questo blog

Un Anno Vissuto Pericolosamente

Anche questa settimana torna il cinema di Peter Weir, oggi abbiamo uno dei suoi migliori film Un anno Vissuto Pericolosamente, che diede l'oscar come migliore attrice non protagonista all'attrice per altro esordiente Linda Hunt, in un ruolo maschile.

Robocop

Prima di quest'anno non avevo mai visto Robocop il primo per intero, e ne hanno fatto un remake che ancora non ho visto, spero di recuperarlo, anche se in giro dagli amici bloggers ho letto che era decisamente da perdere.
Comunquesia una sbirciatina gliela do...ma lasciamo perdere il remake e concentriamoci sul film in questione.

Speciale Exploitation - Le macchine che distrussero Parigi

Speciale Exploitation Eccezionalmente anche questo sabato, continua la rassegna dedicata a Peter Weir, dato che ha cominciato proprio con l'Ozploitation, questo è senza dubbio il suo film d'esordio cinematografico.
Un film incredibilmente sorprendente sia per le tematiche trattate, sia per la messa in scena che colpisce restando nella memoria.
Non mi stupisco che le qualità registiche di questo regista, che finalmente sto approfondendo adesso, siano presenti persino nel suo film d'esordio.

Prima di cominciare...un piccolo sfogo...

Di solito uso il blog soltanto per recensire film, perchè questo è un blog che tratta principalmente di cinema, ora questa sera dovrei recensire il film d'exploitation, lo recensisco dopo questo piccolo sfogo.
Innanzitutto trovo abberrante che le stesse donne giustifichino lo stupro, la signora Selvaggia Lucarelli in primis nel suo profilo facebook, dove io ho risposto dicendo la mia, ha dei dubbi a riguardo, perfettamente d'accordo, ognuno da opinionista può dire la sua.
E questa sera anche io mi vesto da opinionista, ma non da opinionista strapagata dai media italiani per dire castronerie a riguardo, ma da semplice blogger che svolge il suo lavoro con passione giorno dopo giorno GRATUITAMENTE.
Non voglio certo popolarità ma mi rabbrividisce ciò che c'è nel suo profilo, praticamente sembra che Harvey Weinstein in confronto a Polanski sia da giustificare, non da condannare o mettere in croce, perchè se la signora Lucarelli non lo sa, sia Weinstein che Polanski sono entram…

Ciclo Horror Stories - Nerve

Uscito sull'onda del caso bufala Blue Whale, in cui si dice che porta al suicidio i ragazzini, sinceramente all'inizio ci ho creduto anche io, ma poi parlando con Miki Moz, grande amico, si è giunti alla conclusione che era una bufala, o come dice anche Frank, di combinazione casuale una Creepypasta.
Il sospetto che questo film abbia creato un caso fantomatico di gioco killer è grande, anche perchè diciamocelo, il caso è scoppiato pochi giorni dell'uscita di suddetta pellicola.
Non è certamente male, la trama e il coinvolgimento ci sono, però manca qualcosa che lo faccia diventare un buon film: è troppo costruito.
I film troppo costruiti affossano il grande potenziale per trasformarsi in filmetti da popcorn, il che per un opera cinematografica è un grave difetto
La regia a 4 mani peggiora ulteriormente le cose, non esiste un punto di vista autentico che faccia da contraltare alle azioni dei personaggi, questo i registi non lo fanno, limitandosi solo a seguire il copione e…