venerdì 27 aprile 2012

Paranoid Park

Ecco il nuovo appuntamento settimanale con Gus Van sant, questa settimana parliamo di Paranoid Park, dire che è un film splendido è dire poco, Van Sant è un autore e come tale riesce a dirigere e a fotografare il vuoto esistenziale di un gruppo di Teenager, che passano il tempo a skaterare in un parco chiamato Paranoid Park, sono adolescenti il cui unico scopo è dimostrare di essere qualcuno per la loro qualità, ma soprattutto riescono a essere qualcuno per questa qualità, quando Alex si unisce a loro, accetta di giocare a una gara con altri skaters, saltare la locomotiva in una stazione, solo che ci scappa il morto, per tutto il film Alex convive con questo peso, indeciso se dire o no la verità, la decisione la piglia dopo aver lasciato la fidanzata e si è messo con un altra ragazza che gli da il coraggio di scrivere cosa è successo e piano piano la verità viene fuori.
E' un film spiazzante, capace di conquistare lo spettatore, Van Sant ha la capacità di filmare le immagini degli skaters quasi come fossero in una dimensione senza tempo, in modo da avviluppare lo spettatore per immergerlo in quel mondo, quasi come per vivere e comprendere i ragazzi protagonisti, ed è un operazione perfettamente riuscita perchè si riesce a non giudicare le loro azioni, ma a comprenderle, comprendere la loro solitudine, la loro tristezza, le persone che gravitano intorno a loro, le loro delusioni, e tanto altro.
Gus Van Sant ispirandosi all'omonimo  romanzo di Blake Nelson, filma il ritratto di una generazione che è un autentico urlo critico verso una società assente, incapace di ascoltare, ma capace solo di guardare le partite alla tv e a guadagnare soldi.
E' in questo vuoto esistenziale che gravitano questi skaters, adolescenti senza speranza, il cui unico sfogo è skaterare, cazzeggiare, e scopare con la propria ragazza, ma dentro quel vuoto esistenziale Alex si differenzia, perchè dentro di se ha qualcosa che gli altri non hanno, è un anima che si sente fuori posto lì, una persona sola, in cerca di se stesso, e viene presentato esattamente com'è, con i suoi pregi e i suoi difetti, e rispetto a quel vuoto esistenziale che lo circonda lui è quello che sente maggiormente il peso di quello che è successo, per questo quando incontra la sua amica Macy, decide non di parlare ma di scrivere cosa è successo, lasciando che sia lo spettatore a scoprirlo attraverso le immagini.
Un piccolo film girato con il cuore, la fotografia è oscura, tanto da sottolineare quel vuoto che avviluppa i protagonisti, la regia non lascia spazio a facili sentimentalismi, è netta, decisa, la regia di un professionista che sa cosa vuole raccontare, un film immenso che lascia di stucco, un capolavoro, un opera che lascia profondamente interdetti per come sono narrati gli eventi in maniera non polemica ma come sono realmente sinceri veri.
CAPOLAVORO.



3 commenti:

  1. per me non è un capolavoro, però un ottimo film ricco di spunti interessanti..

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  2. cmq ho scritto capolavoro perchè ha descritto in maniera profonda il vuoto esistenziale di questi giovani, forse ho esagerato, ma l'ho sentito davvero questo film :)

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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