martedì 17 aprile 2012

La Caduta - gli ultimi giorni di Hitler

C'è una frase che provoca orrore e Hitler la urla con tutto il fiato che ha in corpo, ormai succube del suo egocentrismo, nonostante lui ha perso la guerra, nonostante il suo regime sta per cadere non si arrende e si aggrappa ancora al suo potere ormai in discesa, ormai è solo contro tutti, ed è come un Don Chichotte che combatte ormai contro i mulini a vento, ormai non c'è più niente da combattere, la guerra è praticamente terminata, eppure resta attaccato agli ultimi spiragli di potere e non si ferma, ecco la frase, Se la guerra è persa non mi importa che il popolo muoia, non verserò una sola lacrima per loro, non meritano nulla di meglio. E quel popolo che con tanto fervore lo ha seguito ora si ritrova succube di un pazzo, talmente attaccato al suo potere da non rinunciare, neanche quando gli sganciano le bombe, sono i suoi stessi uomini ad abbandonarlo a poco a poco al suo destino, ormai la guerra è persa, se rimangono con lui cadranno con lui, La caduta racconta proprio questi giorni, la fine di un epoca, di un orrore, ma soprattutto la fine del potere di un uomo, la cui decadenza viene raccontata in maniera intensa da un ispirato Olivier Hirschbiegel, che dirige un opera dal forte impatto emotivo. Hirschbiegel non si limita a facili sentimentalismi, ma sottolinea la fine di un regime, e soprattutto la fine di un ideologia che è stata seguita da molte persone, e soprattutto racconta un uomo, talmente preso dalla brama di potere da non voler guardare in faccia nessuno, lui sta fermo nelle sue idee, mentre il mondo va a scatafascio, è l'inizio della decadenza, che vedrà coinvolti nella fine, tutti i membri del terzo reich ormai ridotti a semplici macchiette che camminano sul filo del rasoio, siamo alla fine dei giochi, non ci sono alternative alla caduta, l'unica cosa intelligente da fare è arrendersi ai russi, il tutto è visto attraverso lo sguardo smarrito di una segretaria, che non sapeva assolutamente niente di cosa combinavano e che era stata assunta da pochissimo tempo.
Ormai ognuno prende le redini della propria vita, quando la nave affonda è meglio seguire i topini perchè loro ti mostreranno la strada per l'uscita, sono gli uomini di Hitler ad arrendersi per lui, gli altri, quelli che il nazismo lo hanno vissuto e vedono finite le ideologie in cui tanto credevano non vogliono vivere in un mondo dove non c'era Hitler, decidono di togliersi la vita, come fa Martha Goebble, che prima fa fuori i suoi figli piccoli, e poi si suicida con il marito, mi sembra giusto sottolineare che con gli orrori commessi dal nazismo sono morti sei milioni di ebrei, e che come ideologia ha portato all'olocausto, una delle cose più vergognose commesse dall'umanità, qui Hirschbiegel, sottolinea la caduta di colui che ha commesso queste atrocità Hitler, magistralmente interpretato da Bruno Ganz, attore straordinario che merita una menzione speciale, per aver saputo esprimere tutto l'odio di Hitler, odio che rasenta la psicopatologia deviante derivata dall'odio verso gli ebrei.
Un film magistrale, diretto da un autore ispirato e di talento, che non vuole essere tenero con Hitler, anzi semmai è il contrario, vuole che lo spettatore sappia, che Hitler fino alla fine non voleva arrendersi all'evidenza, non voleva fare la stessa fine di Mussolini, per questo ha deciso di suicidarsi quando finalmente si è accorto che non c'era più nulla da fare, insieme con la sua consorte Eva Braun, vuole che il pubblico sappia che ognuno ha abbandonato Hitler quando ormai si è capito che stava cadendo il suo regime, ormai era agli sgoccioli, e soprattutto vuole che si sappia che i corpi di Hitler e della Braun sono stati nascosti dai soldati nazisti che ancora erano accanto a loro.
Un opera ottima, che finalmente racconta i giorni della caduta di Hitler, un film coraggioso e diretto che tiene lo spettatore incollato allo schermo dalla prima all'ultima scena, non sono molti i film del genere ed è anche difficile al giorno d'oggi girare un film storico di questa portata senza cadere in inutili pateticismi, Hirschbiegel riesce laddove è riuscito anche Spielberg con il suo capolavoro assoluto, lui raccontava gli ebrei e la loro liberazione grazie a Shindler, mentre Hirschbiegel, raccontaa la caduta di colui che li ha perseguitati.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.



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