lunedì 6 maggio 2013

Vanity Fair - La fiera delle vanità

Mira Nair è da sempre una regista particolare, i suoi film sono intrisi di una delicatezza che non intacca il racconto, adesso sbarcando in Usa dirige un film tratto dal romanzo di William Mackepiece Tackeray ambientato nella londra dell'ottocento.
Le protagoniste sono due amiche, la prima Becky (Reese Whiterspoon) di umili origini sposa un giovane che sta ereditando  un ricco patrimonio, ma ben presto le cose si fanno difficili perchè la zia lo ha cancellato dal testamento appena saputo che l'ha sposata; la seconda Amelia (Romola Garai) è figlia di una famiglia aristocratica.
I loro destini si incrociano e si allontanano, non prima che Becky ha patito le sofferenze della povertà che la costringono a stare con un marchese che l'ammira apertamente, e lì comincia a diventare la regina dei salotti che contano, ma il passato e soprattutto le amicizie tornano sempre e le cose si capovolgono.
Mentre Becky viene introdotta nell'alta società dal marchese, Amelia cade in disgrazia dopo la morte del marito, e così viene allontanata dalla famiglia di lui,  e la ragazza affida il figlio ai nonni visto che non lo può mantenere ma forse un giovane medico le può far tornare il sorriso e la speranza nell'amore.

Un film tradizionale, e per la Nair è più una critica che un complimento. Avendo a disposizione un budget più consistente, dirige un film occidentale, cercando un suo preciso sguardo autoriale.
Dovrebbe essere una acuta critica all'inghilterra e al mondo snob di quell'epoca, come sicuramente Tackeray descrive nel suo romanzo, invece questa volta la Nair, è indecisa su che direzione andare.
Stilisticamente impeccabile, manca di pathos nella descrizione dei personaggi, belle interpretazioni della Whiterspoon e della Garai, ma che non fanno centro, forse troppo prese dalla sontuosità del racconto.
Questo è un film Bigger than life, ma a cui manca qualcosa per renderlo davvero acuto, forse questa volta Mira Nair ha peccato di presunzione, eppure proprio lei che è capace di emozionare anche con un semplice fotomontaggio, questa volta si trova in mezzo a due strade e non sa quale percorrere per prima forse per paura di non deludere le aspettative del suo pubblico.
Apparte questo rimane un film che non aggiunge molto alla filmografia di Mira Nair ma che aveva enormi potenzialità di essere un capolavoro.
Conoscendo questa autrice straordinaria mi aspettavo un film ricco di emozioni, come è successo quando ho visto il suo Kamasutra, che reputo uno dei più belli che ha girato, in conclusione resta un buon prodotto di intrattenimento che poteva dare di più se la sua autrice avesse optato di usare il coraggio invece che gettare la pietra e poi non andare fino in fondo.
NON MALE MA SI POTEVA FARE DI PIU'



2 commenti:

  1. Ne abbiamo avute diverse versioni o sbaglio cara Arwen ....
    Non mi sembri molto entusiasta del risultato odierno...
    Vedremo un po' il da farsi, per ora soprassediamo...
    Un grande bacio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ah si? Sai che non lo sapevo, devo fare una ricerchina mi sa...^_^

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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