Ore Disperate

Dopo il deludente esito de Il Siciliano, Michael Cimino torna al genere a lui più congeniale, il noir, e ci regala un film ad altissima tensione.

Leggere i nomi del cast di questo film mi fa venire la pelle d'oca, in senso positivo ovviamente, e leggere anche certe critiche mi fa rabbrividire, perché i critici non hanno mai capito, - o hanno fatto finta di non capire - un autore come Cimino, a cui non hanno mai perdonato il gigantesco flop di quello che ritengo uno dei più grandi film della storia del cinema, I Cancelli del Cielo parere personale ovviamente.
Con Ore Disperate, torna con un ottimo thriller ricco di tensione, in cui un condannato per omicidio tiene in ostaggio una famiglia in attesa dell'avvocato con cui ha una relazione, perché vuole essere libero da quella condanna.
Però il tempo passa, e la tensione aumenta, se prima è la moglie a dover affrontare i malviventi, quando arriva il resto della famiglia le cose peggiorano, precipitano quando l'avvocatessa non solo non si presenta, e quando lo fa manda a puttane tutta l'operazione, ed è proprio qui che Anthony Hopkins, che ci regala un ottima interpretazione, e ancora lontano dai fasti del personaggio che lo renderà famoso, il mitico dottor Lecter.
Lo devo dire, mi piacciono molto i thriller di Michael Cimino, perché sapeva mescolare insieme, azione e tensione nervosa, oltre una lucida analisi psicologica dei personaggi e della famiglia a cui capita una cosa incredibile che non può controllare assolutamente.
Posso ormai dire semplicemente che Cimino fa parte del mio olimpo personale, e non ne uscirà più, tenetevi pronti per domani a un film molto spirituale, l'ultimo diretto da questo grande regista: Verso Il Sole.





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