sabato 9 giugno 2012

Milk

Grazie a Milk, Il regista indipendete e apertamente gay Gus Van Sant e l'attore militante politicamente e il più arrabbiato della sua generazione, e anche etero al 100% si incontrano per raccontare una storia, una storia di coraggio, la storia del primo politico gay dichiarato Harvey Milk, morto assassinato da un suo collega anche lui consigliere.
La strada in salita per Harvey non sarà facile, ci sono parecchi ostacoli da superare, e parecchie coscienze da sensibilizzare, Van Sant sottolinea lo stato di bigottismo che vigeva in America negli anni settanta nei confronti degli omosessuali, che non avevano diritti, nè diritto alla casa, grazie alla vittoria di una tra le più bigotte donne politiche come Anita Bryant, il tutto raccontato dallo stesso Harvey prima di passare a miglior vita, si vede l'intransigenza con cui prende coscienza di se, e grazie all'arrivo degli omosessuali nel suo quartiere dove vive, riesce a fare mandare avanti i locali dove gli omosessuali vengono trattati bene, come persone normali e i locali nei quali vengono ghettizzati, chiudono senza avere successo, ma le cose peggioreranno perchè la polizia li aggredisce, per sottolineare chi comanda nel quartiere, ma Harvey non si lascia intimidire, e dopo la morte di  un giovane, che era uscito con il suo compagno denuncerà l'accaduto, anche se poi i poliziotti, la faranno franca. Il film è scandito dalla voglia di Milk di cambiare la società e dai continui scontri con altri politici bigotti, che non solo faranno una campagna per salvaguardare la famiglia cosidetta "tradizionale", ma si rendono palesemente intolleranti verso i gay, cercando anche di negare loro l'insegnamento nelle scuole, bravissimo Sean Penn, che per una volta smette i panni di Macho, e riesce a rendere il suo personaggio realistico, la regia di Van Sant è matura, e rende come dire giustizia alla figura di Milk, che è sempre stato un militante per i gay e i loro diritti come lo stesso autore dell'opera è in realtà, il Van Sant di Milk è un Van Sant maturo, capace di parlare allo spettatore, riuscendo a sensibilizzarlo su un tema piuttosto delicato come l'omosessualità, che  a pari merito dei neri e delle altre minoranze etniche, la società ha sempre ghettizzato ed è stata intollerante nei loro confronti, il film è un grandissimo film, curatissimo nei dettagli, soprattutto nei dialoghi, che sono forti, e decisi, finalmente un film che parla di gay, che non li mette come figure comiche o buffe, ma un film realistico sincero e che li fa vedere come esseri umani come tutti quanti, e che hanno gli stessi diritti degli etero, e sinceramente questo fa onore a Van Sant, che riesce a far riflettere, non perdendo mai di vista la storia e i suoi personaggi, per dirigere un film crudo, sincero, che non si nega proprio nulla, e denunciare la gretta povertà di vedute della gente, che si perde in un bigottismo inutile quanto dannoso, in questo film c'è tutto, Van Sant che parla a cuore aperto allo spettatore, cerca di aprirci gli occhi e dire, ehy tu, che stai guardando il film, non siamo solo "checche" come ci definiscono gli altri, siamo esseri umani proprio come te, ora guarda cosa è successo in America, e poi dimmi se la pensi come noi, è un film che ti parla, chiedo perdono per la parola di prima, era un modo per esprimere cosa volevo dire, non sono contro i gay, ci mancherebbe, sono convinta che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri, come avere una famiglia, sposarsi, un lavoro e anche insegnare.
Il film è un capolavoro, non c'è altro da dire, che oltre alla regia di Van Sant e a un cast di attori straordinari tra cui spiccano Sean Penn, che si merita la menzione speciale e anche il secondo oscar della sua carriera come migliore attore e James Franco nel ruolo del suo compagno.
CAPOLAVORO.


4 commenti:

  1. riesce ad essere epico senza essere retorico, secondo me; anche per questo all'uscita del cinema ero grato a chi ha fatto il film.

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  2. Splendida fotografia, attori ottimi, non solo Penn ma anche Franco che qui non mi è sembrato inferiore al suo compagno, anzi, una bella storia e un tema caro e sentito dal regista. In ogni caso non il Van Sant migliore a mio parere, molto concentrato sulla storia pubblica, decisamente meno su quella personale sulla quale avrei puntato un po' di più, qualche mancanza sul lato emotivo l'ho percepita. Ad ogni modo un altro bel film del regista.

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    1. ma si, ormai Gus è una garanzia da queste parti, il che non guasta mai xD

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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