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Verso la Gioia

Ingmar Bergman sorprende sempre, qualunque film dirigeva o ideava alla fine era una piccola gemma incastonata da conservare e guardare.
Non c'è un regista capace di meravigliare come lui, forse Tarkovskij, anche lui grandissimo autore, ma certamente in un altro modo.
Verso la gioia è un piccolo film che parla di nostalgia per i sogni non realizzati, per la vita che bastarda come sempre ci fa prendere strade che non ci appartengono, alla fine quei sogni si ripresentano vivissimi e richiedono la nostra presenza, perchè la natura umana è segnata sin dalla nascita, è il nostro destino, non possiamo certamente rifiutarlo.
Sarà proprio la figura di una giovane ragazza, a fargli capire quanto importante sia per lui la musica, e soprattutto a convincerlo a suonare di nuovo.
Un film piccolissimo, che non ha ricevuto le critiche che si meritava alla sua uscita, ma come spesso accade, sono proprio questi piccoli film ad essere rivalutati col tempo, e meno male direi.
La semplicità è la chiave di questo film, forse questo suo essere così semplice - e vuole essere un complimento - non è stato recepito per bene, ma a noi non interessa, sappiamo che Ingmar Bergman è un grande autore, non ce lo deve dire un critico che esprime soltanto un suo parere, che può anche essere smentito, non ne abbiamo bisogno.
Mi fa piacere recensire questo film, perchè effettivamente era in lista da tempo, ne vedrete tanti altri film di Bergman ve lo posso assicurare.
Per quanto mi riguarda, ho apprezzato pure questa piccola grande opera, e per chi mi legge sin dagli inizi, sa della stima che nutro per questo grandissimo autore.
Il film non è un capolavoro, ma ce ne vogliono di film del genere.
Voto: 7


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