martedì 10 giugno 2014

Il Conformista

Oggi invece tocca a Bernardo Bertolucci, di cui sto curando una speciale rassegna cinematografica personale, il film che recensisco è Il Conformista, tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia, un'opera riconosciuta come uno dei cento film italiani da salvare, ed è anche uno dei primi capolavori del regista Parmese.
Il film è ambientato ai tempi del fascismo, e propone nella figura di Marcello Clerici, interpretato da Jean-Louis Trintignant, un docente di filosofia che è anche una spia fascista tormentata dal peso di un omicidio commesso in gioventù, la cui vittima era una persona che lo ha molestato sessualmente, un uomo che si è conformato alla società in cui vive. Nel contesto all'inizio è fidanzato con Giulia, una giovanissima Stefania Sandrelli, approfittando del matrimonio, soprattutto durante la luna di miele, Marcello accetta di compiere una missione per la polizia fascista, ovvero uccidere il suo vecchio insegnante di filosofia.
L'insegnante lo accoglie in casa ma è inconsapevole delle reali intensioni dell'uomo, che, nel frattempo si innamora della moglie del professore, sottovalutando che la donna è attratta da Giulia.
Quando però è giunto il momento di compiere l'agguato, Marcello si vede costretto ad uccidere anche Anna, la moglie del professore, perchè all'ultimo momento ha deciso di accompagnare il marito per non lasciare testimoni.
Quando tornerà in Italia, il regime fascista è ormai finito, e si ritroverà faccia a faccia con l'uomo che credeva di aver ucciso, urlando la sua rabbia per le azioni commesse per colpa sua.
Un film che non si potrebbe essere definito soltanto in un genere cinematografico, perchè sarebbe riduttivo, il genere giusto magari sapebbe lo spionistico oltre che drammatico
Qui Bertolucci ha la capacità di farci entrare dentro le vite dei protagonisti, cosa chr al giorno d'oggi molti autori sono incapaci di fare, soprattutto perchè la narrazzione  è molto presente e si nota una certa personalizzazione del punto di vista del suo autore.
In poche parole, Bertolucci ci porta a comprendere il suo protagonista, che pur sapendo di essere dalla parte sbagliata, è un essere umano, incapace di crearsi una vita propria, e allora si conforma per essere qualcuno e sfuggire al suo dolore; quando però si accorge che il dolore di cui ha sofferto sono soltanto le sue paura, scatta la sua rabbia, quella smania di poter tornare indietro per fare scelte diverse da quelle che ha compiuto, ma è come arrampicarsi sugli specchi, con la consapevolezza di non poter raggiungere mai più quella innocenza perduta, che il suo conformismo ha cancellato dalla sua vita.
Lacerante e magistrale.
Voto: 9




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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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