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La tragedia di un uomo ridicolo

Seconda recensione oggi, ma che è solo di una categoria? Beh considerato l'enorme numero di film da recensire non mi stupisce che dedichi un po' di spazio al cinema passato.
Eccocci giunti alla recensione di un film strano, che definirei stralunato, a tratti triste e malinconico con un grandissimo Ugo Tognazzi nel ruolo di un padre a cui viene rapito il figlio e lui per non perdere i soldi fa come se il figlio non l'avesse mai avuto, una rimozione totale che si estingue in un finale enigmatico e controverso che lascia basiti per vari motivi, all'improvviso il figlio come è scomparso riappare...aaarrgg!! Scusate il quasi spoiler, ma non potevo farne a meno.
Film lentissimo, non per tutti i palati sinceramente parlando ma capace di suscitare sgomento durante la visione.
La figura del padre lo puoi strozzare o apprezzare, alla fine non sei capace nemmeno di prendertela con lui per la sua scelta, ed è questo che in un certo senso mi ha fatta incazzare.
Nonostante tutto devo dire che narrativamente è un film pesante, ma capace di suscitare emozioni contrastanti nello spettatore, di amore o odio, ma le suscita, qui c'è un chiaro esempio della regia apparentemente assente di un Bernardo Bertolucci che non vuole essere accomodante con il pubblico, ma vuole sconvolgerlo, fargli sputare sensazioni nel vero senso della parola.
E ci riesce bene, alla fine non puoi che constatare la freddezza nell'animo umano è presente nonostante ci sia un legame familiare con il ragazzo scomparso, e la superficialità del padre che ti manda in bestia, da risultare appunto ridicolo come suggerisce il titolo del film.
Un opera drammatica che si addice a un attore solitamente geniale nella commedia come Ugo Tognazzi.
Imperdibile, se amate i film che mettono in pasto la cattiveria dell'animo umano e per sottolineare la bravura di un grande attore in un ruolo a lui insolito.
Da recuperare.
Voto: 7


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