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L'Isola

Continua il mio viaggio nel cinema di Kim Ki-Duk, autore che sto approfondendo e di cui sto vedendo i suoi film, spero di completare la visione della sua intera filmografia perchè lo ritengo essenziale per ogni appassionato di cinema, il suo modo di dirigere film e raccontare storie ti colpisce soprattutto a fin di pelle, e parlando di questo film capirete di che sto parlando, poi una volta visto un film, vuoi vederne altri, puoi metterlo da parte, ma vi assicuro che prima o poi Kim Ki-Duk lo si riprende sempre, perchè innanzitutto credo sia un genio, il suo è un cinema che può far male, tanto male, ma una volta visto non lo si dimentica più.

Per L'isola - che ritengo un capolavoro - abbiamo due personaggi differenti, una ragazza muta - o presunta tale, Kim Ki-Duk sceglie di non farle dire una parola - e un uomo che ha deciso di togliersi la vita dopo aver commesso il duplice omicidio della moglie con il suo amante.
Due solitudini si incontrano e per un breve lasso di tempo, nasce l'amore - almeno da parte della ragazza - tra i due, è un amore silenzioso, ma presente, costante tanto palpabile da percepirlo aldilà dello schermo cinematografico, o televisivo - in base a come il film lo vedrete - la ragazza si occupa di casette in riva al lago, dove i pescatori vanno in vacanza o a pescare, avvolte arrivano anche prostitute volte a fare "compagnia" ai pescatori.
Tra i tanti pescatori c'è quest'uomo, un tipo strano distante, che scappa da una realtà per farla finita; sin dal primo momento la ragazza si innamora di lui, e tenterà in tutti i modi di stare con lui, anche se sarà molto difficile visto che lui la allontana sempre.
Le cose diventano più difficili quando capirà che lui ha un amica che lo va a trovare...qui la gelosia della ragazza le fa commettere un delitto, anche lei, ma non parlo molto per non rovinarvi la sorpresa, dico soltanto che in questo film, a differenza di altri, Kim Ki-Duk, mette in scena il lato oscuro dei suoi personaggi, territorio ancora inesplorato, e mostra l'altra faccia della medaglia, non vi preoccupate che non spoilero dicendo questo.
La cosa più importante però è che ognuno di noi è un isola a se stante, e malgrado vogliamo avvicinarci agli altri, ci accorgiamo che gli altri non possano avvcinarsi a noi, è questa la vera tematica di questo grande film di Kim Ki-Duk.
Una cosa interessante è il constatare quanto noi, siamo vulnerabili quando cominciamo a provare dei sentimenti verso le altre persone, talmente vulnerabili da non farci capire la reale personalità delle persone che incrociamo nella nostra vita.
Come sempre i dialoghi sono ridotti all'osso, la parola nel cinema di Kim Ki-Duk ha poca importanza, contano di più le sensazioni, i sentimenti, e le emozioni, provare per credere.
Voto 9 e 1/2 e non esagero nel darlo.



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