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Visitor Q

Una famiglia disfunzionale, e un anonimo visitatore che rimette tutto a posto.
Potrebbe terminare qui la trama di questo sorprendente film, il primo che ho visto di Takashi Miike, ed è stato una delle rivelazioni di questo mio anno cinefilo, infatti ben presto vedrò altri film diretti da questo regista curioso.
Immaginate una  famiglia il cui padre per provare ad avere rapporti sessuali normali, lo fa con la figlia, ma soffrendo di eiaculazione precoce fa cilecca ogni volta, una madre vittima di un figlio continuamente succube dei suoi compagni di scuola, e la picchia per sfogarsi, una figlia che si prostituisce, la stessa cosa fa la madre per procurarsi la droga, insomma, un bel casino.
Il tutto condito con una trama per nulla banale o artificiosa, anzi, una volta che cominci a guardare questo film è impossibile fare altro o distrarsi, lo guardi, e nonostante ci siano scene abbastanza forti, non puoi fare altro che stupirti della capacità di ironizzare e di criticare soprattutto l'istituzione familiare, di un regista che da una personalità al film.
Qui, c'è una chiara ispirazione a Pasolini e al suo Teorema, ma riveduto e corretto con lo sguardo sarcastico del suo autore: in poche parole, Takashi Miike, ne fa una versione alla sua maniera.
Un film molto più profondo di quello che si potrebbe pensare, e, nonostante ci siano scene avvolte insostenibili, vedi la scene della necrofilia, o l'incesto, tutto è raccontato con una serietà autoriale volta a rendere ridicola l'istituzione familiare, e soprattutto a rendere palesi i limiti e le contraddizioni dei rapporti genitori/figli, il cui nucleo sembra un inferno, inferno che quel visitatore scandisce con una ragionevolezza senza pari, e regolarizza il tutto.
Non c'è niente di volgare nel film, anche se voi come spettatori le potete trovare rivoltanti, Miike fa un discorso degenerante - a differenza di Pasolini - volto a ridicolizzare l'istituzione familiare, a sottolineare la sua inadeguatezza a volte, e la sua superficialità, comprese debolezze e cattiverie, c'è di tutto e di più, ma, vuole anche farci riflettere sulle cose più importanti della vita, ovvero l'amore, ciò che manca in quella famiglia, e il visitatore rimetterà davvero tutto a posto, rimettendo ordine laddove non c'era. Fa tornare a casa la figlia, il padre cerca di far smettere ai compagni di scuola di vessare il figlio, cosicchè la smetta di picchiare la madre, e la madre smetta di drogarsi, e torni al suo ruolo di genitrice e via dicendo, fino alla scena finale, che vede proprio la madre allattare i figli.
Un film grandioso, nient'altro da dire.
Voto: 10 


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