Passa ai contenuti principali

L'infanzia di Ivan Иваново детство

Anche oggi c'è una recensione, come vedete io sono qui, anche nei giorni che precedono i festeggiamenti di fine anno, e per oggi ho scelto un film del mio guru spirituale, per chi mi segue sa quanto adori e apprezzi il grande Andrej Tarkovskij, di qui questo è il primissimo film da lui diretto, un film decisamente commovente in cui già si conosce il suo percorso stilistico.
La storia è quella di un bambino che si unisce ai militari in guerra, e questi lo usano perchè è capace di non farsi scovare, ma durante una missione perde la strada e si imbatte su un altro militare che vuole proteggerlo mandandolo in una scuola militare.
Il ragazzino non ci sta, e continua il suo percorso, quando si imbatte in un imboscata e lo fanno prigioniero.
Colui che si è preso cura di lui si accorgerà che qualcosa è andato storto.

Tarkovskij, su di lui dovrei studiare molto, dato che ormai ho visto la sua filmografia intera, ma come sempre non basta guardare solo i film, forse il prossimo anno cercherò di leggere articoli, scritti e anche libri su di lui, mi piacerebbe leggere il suo libro dove racconta il suo cinema, quale occasione migliore per cercare scolpire il tempo? Lo cercherò ve lo prometto e poi ne scriverò qui alla fabbrica.
Intanto ha fatto un film sull'infanzia straordinario, come sempre si tratta di un capolavoro, che denuncia lo sfruttamento dell'infanzia in cose di cui i bambini non dovrebbero occuparsi.
Ma si capisce fin da subito l'indole di sani valori di cui il bambino è capace e che si trova dentro di se.
Questo è uno di quei film per i quali è quasi un sacrilegio fare una recensione, dato l'alta qualità della pellicola, lo si può solamente presentare e invitare il pubblico a guardarlo, come tutti i film di questo grande regista russo, uno dei maestri della settima arte, che i cinefili, e intendo TUTTI I CINEFILI dovrebbero conoscere e imparare ad apprezzare.

Tarkovskij che è sempre stato molto religioso, a dispetto di quanti dicono che in russia non si accettava la religione, lui ha sempre percorso una strada tutta personale, e la si può riconoscere attraverso i suoi film; spesso imperniati in un  aurea filosofico e mistica di cui è impossibile non rimanerne colpiti.
E anche con questo film ha fatto centro, avevate forse qualche dubbio?
Ormai grazie all'amico J Doinel per me una vera e propria guida cinefila, - se non ci fosse lui mi sentirei perduta giuro!!! - ho scoperto e mi ha fatto amare Tarkovskij e da allora ho recuperato e visto grazie alle mie visioni private di film tutta la sua filmografia, mi sembra manchino solamente i cortometraggi che recupereò in futuro se avrò la fortunan di beccarli.
Poi ovviamente cercherò di parlarne qui alla fabbrica, dato che per l'anno prossimo anche i cortometraggi avranno spazio rilevante tra le pagine di questo blog, perchè il cinema non è soltanto fatto di lungometraggi non è vero?
L'infanzia di Ivan è un film sull'infanzia perduta, rubata dalla guerra, e sulla violenza che cambia drasticamente gli esseri umani, un film intenso e profondo che è capace di trascendere qualsiasi opinione a riguardo.
Non è certo un film di cui si può dire mi piace o non mi piace, non esiste, bisogna soltanto guardarlo in silenzio; i significati quelli ci sono eccome, come in tutti i film di Tarkovskij che qui denuncia l'ingiustizia della guerra e lo fa chiaramente scena dopo scena.
In conclusione, un film bellissimo, da guardare in silenzio.
Non si può semplicemente spiegare quello che si sente, Tarkovskij te lo dice piano piano all'orecchio, poi spetta a te esprimere ciò che hai sentito durante la visione, io so  soltanto che l'ho adorato per il coraggio con cui ha denunciato la violenza della guerra capace di sopraffare l'infanzia, e solo per questo va lodato. Punto.
Voto: 10


 

Commenti

Post popolari in questo blog

Tutti i Soldi del Mondo

Sinceramente,
La volete sapere una cosa? L'unico motivo per cui ho dato una chance a questo film, sono le indagini di Scotland Yard su Kevin Spacey.
Perché avevo deciso di chiudere con Ridley Scott e il suo cinema, non guardare Tutti i soldi del mondo, e scrivere un bel VAFFANCULO gigante perché secondo il mio parere, l'esclusione di Kevin Spacey, è stata ingiusta, in quanto fino a gennaio ho letto che le accuse dei suoi accusatori le hanno fatte o sui social network, o sui media.
Fermo restando che, le indagini della polizia non escludono il fatto che Spacey potrebbe e sottolineo potrebbe essere innocente dalle accuse di molestie sessuali, ma potrebbe rivelarsi anche colpevole, e allora?
Allora io penso che se un regista come Polanski, che nonostante si sia scopato una tredicenne lavora ancora, perché non dovrebbe farlo Spacey?
Bene concentriamoci sul film.
Tutti i Soldi Del Mondo, nonostante gli sforzi che ha fatto Ridley Scott, per salvare il film dallo scandalo, si rivela …

Netflix Week - Bright

Fino a qualche anno fa, ho sempre sostenuto che Will Smith fosse un bravo attore, mi stava simpatico e aumentava il mio buonumore, e per chi negli anni novanta ha visto anche i due Man in Black sa certamente di cosa sto parlando.
Col tempo invece l'ho perso di vista, avendo fatto percorsi diversi non credo di averlo seguito maggiormente negli ultimi anni, l'ultima volta che ho visto un suo film è stato in occasione della penultima pellicola di Shiamalan, da me criticatissima, e ho messo un po' da parte questo attore.

Le Avventure del Barone di Munchausen

E' il film più pazzo di Terry Gilliam, l'unico che ancora non avevo visto...
Risultato? Un viaggio nell'avventura e nella fantasia più incredibili, ma, è dico ma, è un film imperfetto, usato come esempio di come può andare storto, quando subentra la produzione nel maneggiamento di un opera cinematografica, se il regista non riesce a concludere un film.
Resta comunque l'opera imperfetta di un genio, che senza dubbio vale la pena di guardare.