Passa ai contenuti principali

Invito all'inferno

Un film niente male, ma che ha molti difetti, tra i quali ci sono una regia piuttosto televisiva, e la recitazione degli attori che lascia a desiderare, appesantisce il film che sarebbe diventato interessante se fosse stato fatto con altri crismi.
Ambientato in un ambiente fin troppo sano e confortevole, è la storia di una famiglia il cui padre lavora presso una stazione per la progettazione di tute da astronavi in cui sta costruendo una speciale tuta valutata milioni di dollari, tutti gli dicono di iscriversi al club gestito da una donna tanto affascinante quanto ambigua, in cui è frequentato dalla gente che conta, ma qualcosa non quadra, presto il padre di famiglia scoprirà che dietro al club ci sono oscuri segreti  e oscure verità in cui dovrà confrontarsi soprattutto quando scopre che la sua famiglia si è iscritta al club e ora è cambiata completamente...
Wes Craven dirige un film piuttosto datato, lontano dalle vette che ne faranno un icona, subito dopo Nightmare e sarebbe stato meglio se si fermava, di scene horror non ce ne sono proprio, è un film d'atmosfera che di certo non aggiunge molto alla filmografia di Craven, ma che lascia parecchi spunti interessanti sul lato buono della malvagità in cui tutto apparentemente è rassicurante, e lucido, è buono, dando una versione del sogno americano a modo suo, peccato che non punti a fare un vero film horror ma solo un film pseudorassicurante adatto alla famiglia che non ha nulla a che spartire con i film horror, in conclusione un film riuscito solo a metà di cui di certo non se ne sentiva la mancanza.

Commenti

  1. Mai visto e dopo il tuo post dubito di vederlo :) Diamo spazio ad altro!!!
    Buon weekend Aewen ;)

    RispondiElimina
  2. Grazie Melinda, Wes Craven è un autore niente male :)

    RispondiElimina

Posta un commento

Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

Post popolari in questo blog

Boomstick Awards 2017

E adesso tocca a me premiare col boomstick, innanzitutto ringrazio il sempre affezionatissimo Pietro Saba World che mi premia sempre, in ogni occasione, compreso questo boomstick awards, e anche il mitico Cassidy del magnifico blog La Bara Volante che anche lui mi ha regalato questo boomstick quest'anno, e sono a quota 5 dal 2014 ad ora.
Ecco le regole del boomstick ;)

1- I premiati sono 7, né uno di più, né uno di meno, non sono previste menzioni d'onore.
2- I post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi, a mo di consolazione.
3 - I premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. E' sufficiente addurre un pretesto, o più di uno, se ne avete.
4 - E' vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come io le ho concepite.
Per chi non rispetta le regole c'è il temuto (ma anche tentatore) bitch please award quindi occhio!


Oooh una volta terminata la presentazi…

Ciclo Horror Stories - Johnny Frank Garret's Last World

Non vi preoccupate, sono sempre qui, e il ciclo horror stories, non è ancora andato in vacanza, l'ultimo appuntamento è per giorno 19, per ora la rubrica va avanti.
Questo Johnny Frank Garrett's Last Word si presenta subito con il chiaro intento di dare allo spettatore un horror con le persecuzioni dello spirito di un condannato a morte...e ci riesce almeno fino a un certo punto.

Cineclassics - Tutti Insieme Appassionatamente

Non vi preoccupate, ci sono ancora oggi, e per l'occasione recensisco uno dei classici che per un motivo e un altro ho recuperato quest'anno: si tratta del bellissimo film Tutti insieme appassionatamente.

I Compari

Ho il piacere di cominciare una speciale rassegna dedicata al regista Robert Altman di cui la settimana scorsa ho iniziato a vedere diversi film, e, per cominciare, questa sarà una settimana tutta dedicata a lui; dalla prossima settimana l'appuntamento sarà ogni weekend.
Come primo film ho scelto di recensire I Compari con Warren Beatty e Julie Christie.

Arma Letale 4

Eh si, dopo tre capitoli strepitosi, eccocci arrivati alla quarta e ultima - finora - puntata della saga Arma Letale.
Quarto episodio che, purtroppo non ha lasciato nulla di particolarmente memorabile, anche se devo dire che pur con tutti i suoi difetti mi è piaciucchiato.
E qui i nostri stanno per diventare rispettivamente Martin papà e Roger nonno, e si portano appresso il fido Leo Getz, - mitico Joe Pesci, che come spalla dei protagonisti fa scappare sempre qualche bella risata - e addirittura il genero di Roger, quasi marito della figlia che sta a sua volta per diventare papà anche lui.