Ciclo Horror Stories - Halloween Ediction - Il Gioco di Gerald

Doppia recensione anche stasera, per lo speciale di Horror Stories di Halloween, abbiamo l'ultimo film di Mike Flanagan, anzi ne abbiamo anche un altro...si tratta di Absentia, che arriva subito dopo questo.
Un altro film netflix, questa volta non riesuma dalla tomba un regista dimenticato che ha avuto per pochissimo tempo la gloria della ribalta grazie a un film ispirato a una serie tv.
Abbiamo un regista di quelli promettenti, che bene o male ha diretto opere di interesse dimostrando di avere la stoffa, e scusate se è poco.

La trasposizione filmica di un romanzo è quasi sempre un operazione rischiosa, molti libri sono stati tradotti per lo schermo. Alcuni ne sono usciti con le ossa rotte, altri invece hanno valorizzato se non superato la storia.
Con buona pace degli autori, che si vedono la loro storia adattata per lo schermo del cinema, o, in questo caso su Netflix, che ultimamente sta proponendo titoli interessanti.
Non so sinceramente la portata di questa piattaforma, il peso che ha...però se dobbiamo essere sinceri la maggioranza dei film prodotti, almeno fino ad ora mi sono piaciuti.
A parte l'ultimo film di McG recensito ieri.
Il Gioco di Gerald si presenta subito come un chiaro horror psicologico, visionario e claustrofobico, in cui la protagonista, per riaccendere la passione con il marito, si sottopone a un gioco particolare.
Tutto bene, finchè il poveraccio non cerca di violentarla e prima di cominciare ci resta secco e muore davanti a lei, con il cane che cerca di mangiarlo.
Ecco che scatta la psicosi allucinatoria, e l'arrivo di un trauma mai del tutto superato...sono visibili, sono palpabili e li senti persino a fior di pelle.
Carla Gugino è capace di sorprendere grazie alla completa immedesimazione del suo personaggio nella storia.
Altrettanto bravo è sempre un perverso Bruce Greenwood, non so perchè gli danno sempre ruoli inquietanti a questo attore, però devo dire che gli calzano a pennello.
La parte da padrone ovviamente la fanno le scene dove ci sono le allucinazioni, capaci di inquietare e restare impresse.
Comunque sto parlando di un film che è una chiara ottima versione del romanzo Kingiano, che sorprende e fa capire quanto i personaggi creati dal re, siano dei sopravvissuti a tanti traumi subiti nella loro vita.
Alla fine la protagonista riuscirà a salvarsi?
Non ve lo dico, vi invito alla visione del film se non l'avete ancora fatto, sono sicura che vi piacerà così come è piaciuto a me.
Per quanto riguarda invece la regia di Mike Flanagan, dimostra non solo di saperci fare nella trasposizione filmica di un romanzo, ma è capace pure di sorprendere con precise inquadrature volte a svolgere una azione inquietante di una donna praticamente legata al letto, che non può liberarsi ed è in preda a forti allucinazioni.
Il film più che far paura riesce a inquietare, che è qualcosa che va aldilà della semplice paura fine a se stessa o dello jump scare, che in un certo modo equivale ad accentuare la tensione presentissima dall'inizio alla fine, e che non lascia mai lo spettatore.
Era da tempo che non vedevo un film così.
Mi è davvero piaciuto.
Voto: 7

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