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Girl 6 - sesso in linea



Spike Lee dopo Clockers, torna al cinema con un film più leggero, dall'argomento particolarmente audace, il sesso telefonico, e qui ci sono chiari riferimenti a Lola Darling, suo film d'esordio, che sono nascosti, velati, ma sono  ben presenti, protagonista è Theresa Randle, nel ruolo di un attrice che non riesce a trovare il giusto ingaggio che trova il suo successo attraverso le linee telefoniche a luci rosse, come Girl 6, ma può essere qualsiasi persona vuole l'oggetto della chiamata telefonica, Lovely, la ragazza della porta accanto, oppure la dominatrice, ed è proprio grazie a questo insolito lavoro che riesce in un certo senso a ottenere un primo successo personale e professionale, perchè deve usare soltanto una linea telefonica, non si deve spogliare come le suggerisce Quentin Tarantino nell'incipt del film, nel cameo più frizzante e gasato del film, ovviamente immancabile anche l'attore feticcio di Lee, John Turturro, nel ruolo dell'agente di Judy che si arrabbia quando scopre che ha mandato al diavolo Tarantino, il film che è una satira sui problemi sessuali del maschio borghese americano, è un piccolo passo indietro rispetto al bellissimo Clockers, ma comunque resta un film che si lascia vedere tranquillamente bene, perchè offre degli spruzzi di ironia che lo rendono brillante e curioso allo stesso tempo, se nei precedenti film Spike Lee, da il meglio di se, per Girl 6 lascia che siano gli attori a fare il loro lavoro, nel cast ci sono molti nomi famosi, si va da Naomi Campbell e Madonna, fino a Peter Berg e al già citato tarantino, ci sono molte rivistazioni, o possiamo chiamarli omaggi come Carmen Jones, oppure la Foxy Brown, interpretate mentre le racconta da Judy (Theresa Randle) che è la vera protagonista del film, Spike Lee si ritaglia il piccolo ruolo del fratello di Judy, che è contrario alla sua scelta di vita.
In sostanza un film che è particolarmente distante da altre opere ben più considerevoli, di certo non è un capolavoro, ma un buon film a cui spetta qualche attenzione maggiore, rispetto alla media delle pellicole in circolazione, bellissima la colonna sonora firmata da Prince di cui Spike Lee sceglie le sue migliori canzoni degli anni ottanta, d'altronde stiamo parlando di una commedia, perciò ogni tanto staccare la spina fa bene e Spike Lee sembra suggerirci proprio questo.

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