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Bamboozled

Un film sperimentale, un opera complessa e difficile che è stata uno dei più brucianti flop della carriera di Spike Lee, ma non per questo bisogna sminuire il suo valore, anzi tutt'altro, perchè questo è un film da tenere d'occhio, voi mi chiederete ma perchè? Perchè anche se è girato in digitale ovviamente non tutto in digitale, racconta una storia che veramente lascia di stucco: come la società americana ha sempre visto la gente di colore tramite show chiaramente razzisti che li descrivevano tonti, ignoranti e scansafatiche, il film che è incentrato su un professionista televisivo che nonostante cerchi ma invano di fare approvare i suoi show, non riesce mai a convincere il suo capo un bianco, che finge di apprezzare la gente di colore, ma ha gli stessi pregiudizi di un qualsiasi razzista bianco, nonostante abbia sposato una donna di colore.
Delacroix (Damon Wayans) dopo l'ennesimo rifiuto del suo capo nel presentare programmi dove la gente di colore viene descritta nel modo giusto, ha una brillante idea, quella di ripescare e riportare al successo gli show degli anni trenta dove gente bianca veniva truccata con del colore nero e le labbra rosse e presentavano gente di colore stupida e inetta, ma lo fa soprattutto perchè vuole essere licenziato, e poi spera che lo show dato il contenuto razzista non abbia successo.
Le cose non andranno esattamente come prevede Delacroix, che per questa sua scelta viene criticato persino dalla sua segretaria che si oppone con tutte le sue forze a questo progetto, ma che invano non riesce a fare cambiare idea al suo capo.
Quello che sottovaluta è che questa idea viene accolta alla grande dal suo capo, che salta come un grillo sul tavolo quando gli viene presentato il progetto, e si cominciano a cercare i protagonisti, e li trovano in due clochard che cantano e suonano per strada, lo show li porterà al successo immediato, come anche al suo autore e ideatore, che non si aspettava un successo così improvviso tanto da diventare un programma di culto nel network per cui lavora.
Ma tutto questo ha un prezzo, ci sono delle conseguenze da pagare per aver mostrato così spietatamente la gente di colore se una parte del pubblico approva lo show, un altra parte non lo accetta per il tono così smacchiatamente razzista e poco lusinghiero della comunità afroamericana, ogni scelta comporta a delle conseguenze.
Spike Lee con questo film da spietatamente il pugno nello stomaco all'america più radicale e razzista, forse anche per questo il film è passato quasi inosservato nelle sale, perchè nel raccontare un sogno americano costruito sul dolore di persone che hanno subito l'intolleranza razziale, porta realmente allo spargimento di sangue, perchè ormai i neri non sono più come un tempo, la schiavitù è finita, i bianchi non sono più padroni, anche se vogliono dominare ancora, mi ricorda la scena del capo di Delacroix che dice di capire meglio di chiunque altro i neri, una frase presuntuosa, perchè infondo lui è un bianco come può capire l'intolleranza se non l'ha mai subita?
Ma è anche un atto d'accusa sullo strapotere dei media, su come modifica il pensiero delle persone e le rende meno umane e più dedite a stare davanti a una macchina da presa, ma ovviamente uno dei protagonisti quando ormai ha raggiunto il culmine della sopportazione, e verso la fine si presenta senza trucco, come realmente è, ecco che la gente non lo accetta, si accettano i clichè, le maschere, ma non le persone per come sono realmente, ed ecco che qui il film cambia e mostra tutto il marcio di una società che non ha mai veramente accettato la gente di colore.
Il film termina con un filmato dove ci sono questi spettacolini ripresi in vari film e persino in cartoni animati per bambini, lasciando un messaggio che colpisce allo stomaco e rende impossibile anche solo parlare.
Un film da avere assolutamente, e da far vedere e rivedere per mostrare, ma soprattutto per insegnare il rispetto verso tutti gli esseri umani.


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