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Pose - Stagione 1

 

Ci siamo, la settimana dedicata al mitico Ryan Murphy e al suo socio Brad Falchuck termina oggi,la lacrimuccia è d'obbligo, voi lo sapete che loro sono i miei showrunners preferiti, e che combinano?
Cosa esce dal magico cappello di questi due maghi delle serie tv?
Una serie tv ambientata negli anni ottanta sul mondo della ball culture, che tratta argomenti difficili e spinosi, come l'emarginazione, l'intolleranza verso la comunità lgbt...
Ci vado a nozze decisamente!!!
Ma Ryan e Brad non sono i soli ad essere artefici di questa meraviglia,  c'è un altra persona, Steven Canals che ha creato e prodotto la serie insieme a loro.
Qui si parla di gente che dorme per strada, sulle panchine, ragazzi gay abbandonati dalla famiglia che si riuniscono in case con una "Madre", che si prende cura di loro, e li introduce nelle gare chiamate ball, dove ballano e sfilano, al ritmo della dance anni ottanta o del vogueing, di gran moda in quegli anni, per vincere dei trofei.



Sembrerebbe una serie frivola, senza importanza, ma non è così, stavolta Ryan Murphy ha smesso i panni festaioli del mitico Glee, o satirici di The Politician, quindi si è puntato dritto a ciò che si vuole raccontare, mostrando personaggi schietti, sinceri, ma non celando nemmeno i loro difetti, e sono personaggi che ti entrano dentro, nonostante tutto.
Il personaggio preferito? Ovviamente Blanca Evangelista, l'ho adorata sin dall'inizio, quando lascia elettra e la sua casa per fondare una SUA casa.
A differenza di Elettra, lei è amorevole e comprensiva, ma non disdegna anche di essere dura con i suoi figli.
I momenti migliori? Tantissimi, mi è piaciuto l'inizio e mi è piaciuta anche la fine, la lotta per vincere i trofei, e anche le piccole ma grandi cose che rendono la vita degna di essere vissuta.
Finalmente si parla di gay, trans, in maniera vera, e non frivola che si esibisce dietro ai lustrini e basta, stavolta si arriva oltre i lustrini e le eccessive esibizioni competitive, stavolta Ryan ha puntato al sodo, e si vede.
Una serie toccante, empatica che ti entra subito nel cuore e non ne esce più, non vedo l'ora di vedere la seconda stagione, devo solo decidere quando inserirla, ma vi assicuro cari amici che le mitiche trans di Pose, avranno altro spazio alla fabbrica dei sogni.
Di questo potete essere sicuri.
Menzione speciale va sicuramente a Evan Peters, attore molto presente nelle produzioni di Ryan Murphy che qui interpreta uno yuppie che si innamora di una trans.
In conclusione, è una serie da applausi punto.






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