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American Horror Story - Double Feature

 

Alla fabbrica tornano le serie tv evviva!!
Si è vero, do molto spazio ai film tralasciando le serie tv, ma quando le riprendo è una festa, ne ho già viste due, la prima la sto recensendo oggi, la seconda domani, allora come è andata la visione di Double Feature?
Un doppio spettacolo, ovvero due storie per una stagione?
Per alcuni è una cosa stupida, per me no, almeno in parte; ammetto che per la seconda parte avrei preferito uno sviluppo migliore, ma andiamo al dunque.
Red Tide

Il primo spettacolo ci concentra su uno scrittore, che incontra altre due persone che gli fanno conoscere una pillola speciale, però può essere usata solo da chi ha talento, altrimenti ci sono strani effetti collaterali, il prezzo però è una insaziabile sete di sangue.
Lo scrittore accetta di prendere la pillola, e la sua pagina bianca si riempe di parole dandogli il successo che agognava, ma, anche sua figlia che suona il violino prende la pillola.
Se lo scrittore cerca di allontanarsi dalla pillola per tornare alla vita normale, sua figlia non accetta di prenderla, mentre sua moglie è incinta.
Appena nasce il bambino però la ragazzina convince la madre a prendere la pillola, e come effetto collaterale, la riduce alla pazzia, un vampiro senza più coscienza perché non aveva il talento che diceva.
Le cose peggiorano quando l'agente dello scrittore scopre la pillola che vuole usare per i suoi scopi, e suo figlio viene rapito.
Il primo spettacolo promette sorprese, anche se preferisco decisamente altre stagioni di AHS, comunque non mi posso lamentare, perché c'è anche un finale allucinante.


Death Valley
E' l'episodio meno riuscito.
A metà strada tra gli anni cinquanta e i giorni nostri, è stato scritto alla velocità della luce e si vede, di pregio c'è la fotografia in bianco e nero, difetti, una storia poco sviluppata.
Avrei preferito un migliore approfondimento, quattro puntate sono decisamente poche.
Comunque sia i brividi non mancano, e ti catapulta nella paranoia degli extraterrestri e dei complotti americani, dove si cita pure il falso allunaggio.
Tuttavia, avrei preferito uno sviluppo differente, magari ambientato solo negli anni cinquanta e con più puntate, magari due o tre, e sarebbe stato migliore.
La parte ambientata ai giorni nostri l'ho trovata superflua, se non ci fosse stata sarebbe stato meglio.

Conclusioni finali
Ryan Murphy questa volta si è lasciato prendere la mano, ma American Horror Story è ormai diventato un appuntamento irrinunciabile a casa Lynch, e quindi ogni stagione la vedo sempre con piacere, anche se non mi piace.
Questo doppio spettacolo è interessante, soprattutto la prima parte, coinvolgente, la seconda si perde un po', ma a Ryan Murhpy si perdona sempre tutto.




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