mercoledì 23 ottobre 2013

Dante 01

Marc Caro l'ho conosciuto quando girava in coppia con Jean Piere Jeunet, e di film stupendi ne hanno fatti insieme, ora gira da solo e punta su un film di fantascenza...
Non è che sia ben riuscito, per carità, ma manca di pathos, nel senso che Caro non riesce a coinvolgere lo spettatore, perchè non sa come plasmare la sua opera.
Per la fantascienza ci sono regole precise, che se deragliano poi il film diviene senza nè capo e nè coda, mi rendo conto che avvolte i registi sono bravi a mescolare generi, ma non tutti ce la fanno, è il caso di dirlo.
Marc Caro mescola fantascienza e prison movie, e se da un lato il plot risulta interessante, da un altro lato il film è di  una noia mortale.
Non c'è coinvolgimento, non c'è emozione, solo la freddezza di personaggi incapaci di restare impressi nella memoria dello spettatore, con una storia che non sa da quale parte andare.
La regia è praticamente assente, forse Caro cercava di impressionare lo spettatore con scene spirituali e via dicendo, e qui sbaglia, il perchè ve lo spiego subito, il suo voler descrivere l'inferno secondo il suo punto di vista - ovviamente parlo di metafore perchè i prigionieri vivono una sorta di inferno nella nave spaziale - dovrebbe descrivere la lotta di tutti loro per sfuggire agli esperimenti, ma è troppo stereotipato per sembrare naturale, troppo costruito per creare empatia, troppo chiuso per dare qualcosa di unico.
Eh si dobbiamo dirlo, il film non decolla mai, purtroppo il risultato è deludente, privo della tipica poetica con cui si è fatto conoscere al pubblico con le opere dirette a quattro mani con Jeunet.
Peccato...perchè il film si dimentica non appena finisce e si clicca stop.
Voto: 3


Nessun commento:

Posta un commento

Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...