domenica 24 marzo 2013

Alien la clonazione

Un film che fa rinascere una saga ormai data per morta, dopo il deludente episodio diretto da David Fincher, ci prova un regista francese Jean Piere Jeunet, che prima di raccontarci la tenera storia di Amelìe ci invita nell'ultimo capitolo di Alien.
Ma qui non c'è Helen Ripley, aspettate mi correggo c'è il suo clone, che ha il dna dell'alieno, più semplicemente è il clone che ha il dna della regina, in più c'è un androide  con le sembianze di Winona Ryder.
Rispetto al capitolo precedente questo è di gran lunga migliore, e rinverdisce il franchise che rischiava la prematura dipartita dopo il terzo episodio diretto da un regista esordiente, che con la saga non centrava nulla.
Andiamo al dunque, alla cabina di regia abbiamo il francese Jeunet che cerca di fare un suo film con questo episodio, che più che una continuazione sembra un film a parte, ma e qui dobbiamo dirlo, pur non avendo ottenuto un grande successo dobbiamo comunque ammettere che non intacca lo smalto della saga, in quanto riesce a dare uno spunto personale a trama e personaggi.
Gli effetti speciali sono grandiosi, qui non si è badato a spese, e sono anche piuttosto realistici, quindi astenersi chi è troppo sensibile d'animo e si impressiona con scene horrorifiche che in questo episodio, più di tutti gli altri della saga, fanno accapponare la pelle.
E' decisamente l'episodio che mancava nella saga e che ha aggiunto un tassello nuovo, grazie a una sceneggiatura ricca e articolata, e a una regia capace di dare suo tocco a dei personaggi facendoli vivere, e non sfigura affatto accanto agli episodi di Scott e Cameron, anzi aggiunge molto alla saga, facendo una sua precisa versione di Alien, dando veramente il suo tocco d'autore.
Ci voleva questo per far risalire dalle ceneri una saga che bene o male ha fatto la storia e che pur non essendo un capolavoro si fa ricordare abbastanza bene, in sostanza il quarto episodio, che sarebbe il finale della saga di Alien, aggiunge molto alla saga facendola resuscitare grazie alla maestria di un autore europeo che ha saputo dare il suo marchio e il suo punto di vista alla storia, un bel cambiamento ci vuole, soprattutto se è un autore che sa come dirigere un film di fantascienza che mescola i generi come appunto fa la saga di Alien.
In conclusione, un film difficilissimo visto i precedenti, che riesce a vivere di luce propria, soprattutto perchè narrato da un regista che sa dare il suo punto di vista alla storia.
DA NON PERDERE




3 commenti:

  1. C'è un LIEBSTER AWARD fresco fresco che ti aspetta da me...

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  2. Questo è il mio preferito della saga, in assoluto!

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    Risposte
    1. questo capitolo è bello, molto bello, ma il mio preferito è quello di Ridley scott ^^

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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