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4 mesi tre settimane e due giorni

Il dramma dell'aborto, ai tempi del regime rumeno di Ceausescu, raccontato da un regista sensibile e capace di catturare l'attenzione dello spettatore senza condannare i gesti delle protagoniste, che sono due giovani studentesse che sono in difficoltà, due amiche che affittano una stanza d'albergo per compiere in clandestinità l'interruzione di una gravidanza indesiderata.
La paura, il timore, e tante altre emozioni quali il nascondersi, la paura di essere scoperti a compiere un atto illegale, in una nazione sotto un regime che se venivi scoperto potevi andare dritto in prigione sono descritti in maniera dettagliata.
Tra i sentimenti è quello dell'amicizia che prevale maggiormente, e anche la comprensione, aiutare qualcuno in difficoltà può essere un atto di grande altruismo, ma c'è anche la ristrettezza di una nazione ancora chiusa a parlare di certe cose come la contraccezione, avere un rapporto aperto con i genitori è qualcosa di cui non si deve parlare.
Nonostante ciò l'autore del film ha cercato di esprimere con piccoli gesti tutti questi sentimenti, e la bravura delle attrici è straordinaria, riesce ad entrare in simbiosi facendo in modo che lo spettatore si riconosca in loro, pur essendo contraria all'aborto ho provato tanta tenerezza e comprensione per queste giovani donne, che insieme devono compiere in clandestinià una interruzione di gravidanza, rischiando davvero grosso.
Nonostante ciò dopo la visione si ha la sensazione di colpevolizzare di più chi fa fare queste cose in clandestinità piuttosto che alla luce del sole, con medici qualificati e con i mezzi adatti, resta il fatto che eravamo quasi a fine secolo, e non si faceva neanche un adeguata educazione sessuale in romania, onde evitare che queste cose accadevano.
Un film drammatico e intenso, che riesce non a condannare, ma a far capire quanto sia difficile vivere in una società bigotta e chiusa a certe cose elementari, ma sottolinea anche le difficoltà che ci sono sotto un regime che non ammette certe cose e che anzi, spinge affinchè questa chiusura mentale vada avanti, rischiando anche di far morire giovani donne, ma la legge del più forte va avanti, anche se poi il più forte finisce sempre male.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


Commenti

  1. Questa pellicola è da vedere assolutamente...
    Attrici , regia e tema trattato in una maniera strabiliante e delicata, ne rendono un piccolo capolavoro...
    Come sempre ottime scelte!

    RispondiElimina
  2. Mungiu è la conferma di un cinema, quello rumeno, che ultimamente si sta affermando (assieme ad altri paesi come Grecia e Turchia) tra i più interessanti. Palma a Cannes 2007 più che meritata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ah allora devo mettermi alla ricerca, lo farò senz'altro, comunquesia, credo che il regista ha affrontato con delicatezza un tema difficile come l'aborto, e questo lo si percepisce in ogni scena :)

      Elimina

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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