giovedì 28 aprile 2016

Il cuoco, il ladro sua moglie e l'amante

Terrificante, in senso positivo però.
Un film incredibile in tutti i sensi, dove la protagonista Georgina è succube di un marito egoista che maltratta tutti, finchè non rimane conquistata da Michael un libraio che viene al ristorante solo per leggere.
Dal semplice gioco di sguardi comincia una appassionata relazione extraconiugale, che, con la complicità di Richard, il cuoco, che offre le cucine per consumare il loro adulterio, finchè il marito non lo scopre grazie alla spia della donna di uno dei suoi scagnozzi.
Albert fa uccidere in modo sadico il suo rivale, ma Georgina ha in serbo una crudelissima vendetta.

Un film da pelle d'oca, specialmente la parte finale dove chiaramente Albert mostra di pisciarsi sotto dalla paura.
Greenaway fa una satira sul matrimonio a modo suo, mostra  un protagonista, egoista, arrogante, presuntuoso sposato a una donna mite che ogni sera viene umiliata finchè non ce la fa più e si trova un altro uomo che l'apprezzi.
Ma il gioco è che quando il maschio perde la sua autorità, comincia ad uscire le unghie. Perchè prima di tutto usa sua moglie come un oggetto di sua proprietà, e finchè non ha avuto  le corna era tutto giusto, poi quando la moglie lo tradisce rivendica la sua proprietà non perchè la ama; ma perchè è sua punto.
Il gioco si inverte quando Georgina si vendica di suo marito Albert.
E' lì che noi vediamo chi ha veramente le palle per affrontare il tutto, e chi invece si caca sotto dalla paura.
Bellissimo e crudelissimo, un opera da collezionare per vederlo e accorgersi della forza di noi donne, che molto spesso non veniamo prese per quello che siamo dagli uomini.
Una metafora realista e terrificante sul rapporto a due che merita davvero di essere nella vostra collezione, complesso e macabro forse non è per tutti gli stomaci, ma un occhiata la merita comunque.
E' uno dei migliori film di Peter Greenaway, che gioca sapientemente con lo spettatore fino alla portata finale, la più terribile e raccapricciante.
Non mancano i riferimenti all'arte, sempre presenti nell'universo cinematografico del regista britannico.
Che altro dire se non correte a vederlo?
Sempre che non vi impressionate ovviamente.
Voto: 8


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