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Una Tragica Scelta - Inhale

Ci troviamo di fronte a un film sul drammatico traffico degli organi umani, dove una coppia, di cui lui è medico, deve salvare la vita alla propria figlioletta, che necessita di un trapianto di polmoni, ma il tempo stringe, e stare fermi alla lista d'attesa significa che la bambina rischia di morire, cosa si può fare? Una soluzione c'è, un trapianto illegale, ma la corsa contro il tempo è rischiosa e piena di insidie, il giovane medico all'inizio è riluttante all'idea, ma quando si accorge che non c'è nessun altra possibilità per salvare la piccola allora accetta sotto consiglio di una dottoressa, dopo aver saputo che un professore ha fatto un trapianto illegale, ma andare in quei luoghi prima di tutto è fare i conti con chi vive nella povertà, ma sarà un bambino a dargli una mano, un tipino alquanto sveglio che conosce la strada e soprattutto l'uso delle armi, dovrà confrontarsi persino con dei brutti ceffi, alla fine scoprirà una realtà alquanto dura e dolorosa, che gli farà prendere una decisione difficile e complicata, ma però sarà quella giusta...
Komàrkur dirige un film asciutto, notevole, la sua telecamera vira e guizza sui volti degli attori, per fare toccare lo stato d'animo dei protagonisti allo spettatore, il mondo confortevole non esiste più a confronto con il mondo che il giovane medico conoscerà e con cui si confronterà, il suo obiettivo è salvare la vita di sua figlia, e per farlo è disposto a tutto, ma questo tutto ha un limite, come vedrete voi nel film, se i medici hanno preso l'organo in maniera illegale, lui prende la difficile decisione di rifiutare quell'organo, pur rendendosi conto che questa scelta segnerà la fine della vita di sua figlia, ma la vita si rispetta, qualsiasi vita si rispetta, prelevare un organo da un donatore consensiente è una cosa, ma prelevarlo da una persona che non ha dato il suo consenso è omicidio, alla fine salverà la vita del bambino a cui è stato tolto l'organo illegalmente, perchè per questo motivo lui ha preso la difficile scelta, per salvare una vita, se quella di sua figlia non può essere salvata, si salva quella di quel bambino, è una decisione tragica, difficile, ma è quella giusta, non si può recidere una vita umana, per salvare un altra vita umana.
Un film intenso ed emozionante, come ho detto prima è adrenalinico, la mdp riesce a scivolare nella storia quasi come lo spettatore si trovasse in mezzo ai protagonisti, ne senti tutti i dettagli, le emozioni, i palpiti, lo scandire dell'orologio che segna il tempo che rimane che è sempre di meno, la tensione che cresce, il dolore tutto, e Komàrkur grazie alla sua regia accurata, ci fa comprendere il dolore dei protagonisti, rendendoci parte del film, che è girato in maniera documentaristica, e viscerale, il regista non perde tempo in inutili sentimentalismi e lo dimostra scena dopo scena.
DA COLLEZIONARE.


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