domenica 26 febbraio 2012

Duel

Steven Spielberg, per la sua pellicola d'esordio dirige un opera asciutta, magistrale, che fa capire subito allo spettatore di che pasta è fatto, non sceglie la più classica delle fiabe con cui negli anni si farà conoscere, ma va subito al sodo, con una pellicola ad alta tensione, un piccolo film passato anche alla televisione, che racconta di un automobilista inseguito da un camion apparentemente senza motivo, sarà l'inizio di un incubo che non avrà una fine facile, non appena si incrociano per strada, i due si sfidano ad un duello, senza esclusione di colpi, ma chi è che guida il camion? Perchè ce l'ha con lui? Questo non lo sapremo mai, ma possiamo intuirlo, sarà un fantasma? Un demone? per tutta la durata del film allo spettatore non è dato sapere chi perseguita quell'incauto o meglio dire quel ingenuo automobilista che doveva solo ritornare a casa sua dalla sua famiglia, si avverte il pericolo ad ogni scena, in cui sembra che questo signore crede sia finita, e invece non è finita per niente, perchè il camion non molla la presa, finchè la vittima designata non muore, chi la spunterà?
Un film che  è un gioco ad incastri, un opera a basso costo, con cui Spielberg getta le basi per la sua carriera futura di cineasta geniale, tanto che anche Fellini lo loda come pellicola, un film fatto con pochi mezzi, allora il cinema si faceva così, ma che tiene alta la tensione e fa rabbrividire lo spettatore dall'inizio alla fine, un ottimo thriller, un grandissimo thriller che vira verso l'horror puro, perchè non sai chi è che guida quel camion e soprattutto non sai cosa vuole da te, il nostro amico dovrà prendere tutte le sue forze per contrastare colui che lo vuole uccidere, e sarà una battaglia senza esclusione di colpi.
Per me che adoro Spielberg è stata la prima volta che lo vedevo ed è stata una  vera e propria sorpresa constatare che con un esordio, sia stato capace di dirigere una pellicola spiccia, semplice, ma che riesce a inquietarti con poche e semplici scene.
Ed è ancora di più sbalorditivo, constatare, che un giovane regista, venticinquenne, sia riuscito a girare un film con pochi fronzoli che è stato capace di entrare degnamente nell'olimpo del grande cinema.
CAPOLAVORO.




6 commenti:

  1. questo è lo spielberg che adoro, e non war horse diavolo!! CULTISSIMO DUEL, grandissima Arwen

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  2. Stupendo, un esordio con i controfiocchi.
    Tensione a mille ad ogni visione, gestione del ritmo perfetta.

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  3. Azz, questo me lo sono perso.
    Aggiungo :D

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  4. ah, i tempi in cui potevo ancora considerare spielberg un regista!
    :)

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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