sabato 5 aprile 2014

Club Silencio - Stagione 1 Puntata 2 - Solaris di Andreij Tarkovskij

Club Silencio
Special cinematografico settimanale curato da Arwen Lynch.
Questa settimana parliamo di Solaris. Capolavoro di Andreij Tarkovskij del 1972
E non sarò sola, come ospite c'è Kelvin che gentilmente ha mandato il suo contributo per questo special, per iniziare lascio parlare lui, poi intervengo io.



Kelvin

Solaris è un film del 1972, il mio anno di nascita... non a caso, mi piace constatare: è il film che sento più mio, che rappresenta meglio il mio carattere e la mia personalità. E' un compagno di viaggio, un amico fedele che viene sempre in mio aiuto.


Nella figura del protagonista, Kris Kelvin, c'è infatti tutta la fragilità umana: un uomo che cerca di disfarsi delle proprie paure, che combatte per sfuggire a un presente illusorio e affabulatorio (costituito dall'ologramma della moglie, suicidatasi dieci anni prima e che l'oceano 'pensante' del pianeta ri-materializza per allontanarlo. Kelvin sa bene che lei può vivere soltanto su quell'astronave, ma la tentazione di stringerla a sè per sempre è forte, pur sapendo razionalmente che è ella poco più di un effetto speciale).


Solaris fu presentato come 'la risposta sovietica a 2001: Odissea nello spazio', ma i due film non potrebbero essere più diversi. Per non dire in antitesi. Se Kubrick sosteneva che la razza umana non è in grado di andare avanti da sola, che 'necessita' di una guida alta e sicura (che può essere Dio, o un semplice monolite nero dotato di poteri immensi, a seconda del nostro tipo di fede), Tarkovskij attraverso il magma 'intelligente' del pianeta sembra volerci dire che NESSUNO potrà salvare la razza umana, se non l'uomo stesso. Che deve imparare a convivere con le proprie paure, cercando di combatterle e tollerarle. Siamo soli e unici nell'universo, e nessuno ci potrà dare una mano. Siamo esseri PENSANTI e intelligenti, e PRIMA di addentrarci in viaggi iperspaziali dobbiamo innanzitutto conoscerci, scavare nel nostro inconscio e sradicare ciò che ci fa stare male. PERCHE' IL MALE E' PRIMA DI TUTTO DENTRO DI NOI.

Scappare non serve.
E io ci sto provando. Da sempre.


Arwen

Questo è in sostanza il film di cui parlerò stasera, innanzitutto non ci poteva essere scelta azzeccata visto che  anche io ultimamente sto facendo un viaggio interiore per trovare una strada e scegliere, la cosa che mi ha fatta crescere è l'amore per il cinema, Solaris, che è il film in esame questa sera, è entrato nella mia vita durante un periodo di riflessione e di scelta, e come potete immaginare ha centrato nel profondo.

Quello che colpisce di questo film è l'assoluta mancanza di figure se non quella del magma di Solaris appunto, che fanno in modo che l'uomo scavi in profondità dentro se stesso.

Bisogna guardarsi dentro per trovare la felicità? E' questa in sintesi la chiave della vita che ci insegna Tarkovskij?

Oggi dopo anni posso dire di si. Eppure questo film mi è rimasto dentro, come pochissimi film hanno fatto, infatti ho recuperato tanto di Tarkovskij.

Il viaggio sul pianeta Solaris, può essere visto come il viaggio in cui ognuno di noi si trova specchiato, e si vede proprio lì, proprio dentro il film, e affronta le proprie paure, i propri demoni, il proprio io interiore, e resta aggrappato anche a coloro che abbiamo perduto, anche se si tratta di un ologramma, non è la realtà, ma se si rimane aggrappati a un artifizio, si rischia di rimanere dentro quella stazione orbitante e non andare avanti nella vita.

Infondo tutti noi dobbiamo affrontare le nostre paure per trovare la salvezza o la via giusta.

Alla fine il viaggio di Kris Kelvin diventa il viaggio di qualsiasi essere umano, anche se la metafora del pianeta ci insegna che bisogna guardare prima dentro se stessi e affrontare il male dentro di noi, per poi sdradicarlo e trovare la felicità, anche se si tratta di abbandonare qualcuno che amiamo, che appare come un effetto speciale.



Andrej Tarkovskij – Solaris (1972) di circeo59


Tarkovski Poetic Cinema Solaris di CinemaVite

Un appunto, state lontani dalla versione italiana curata da Dacia Maraini che stravolto il film e soprattutto il suo significato, esiste una versione con le scene tagliate e sottotitolate in italiano voluta dal regista Tarkovskij che si aggiungono alle scene originali del film doppiate in italiano.





Solaris è un capolavoro immenso, uno di quei film che quando li guardi sembra di viverci dentro, beh in un certo senso credo che ognuno di noi si è visto specchiato in questo grandissimo film, perchè tutti noi siamo un po' come il protagonista, e tutti noi ci siamo trovati dentro un piccolo spazio con il miraggio di coloro che abbiamo amato, e la speranza pur impercettibile di poter tornare felici come prima, ma è solo un illusione, che si smaterializza non appena si assume la consapevolezza che ormai siamo cambiati, che bisogna andare avanti, non restare impigliati in qualcosa di irreale, anche se si presenta con le sembianze della persona amata.
Per questa settimana è tutto, la prossima ci sarà 8 e 1/2 di Fellini, vi ricordo che se volete partecipare potete inviarmi una email a lafabricadeisogni@gmail.com
Ciao, alla prossima. :)

2 commenti:

  1. Bella la tua sintesi, che ovviamente condivido. Sì, alla fine tutti rischiamo di restare prigionieri dell'astronave che orbita intorno a Solaris... nella vita siamo portati a scegliere sempre la soluzione più comoda, quella più facile, quella che ci dà maggior sicurezza, anche se questa è illusoria (come la moglie di Kelvin). Eppure arriva sempre un momento in cui bisogna scegliere, scrollandosi di dosso le fobìe che ci frenano e non ci fanno godere appieno la vita. E prima arriva e meglio è.

    p.s. oltre che della versione 'italiana' (curata dalla Maraini) diffidate anche dell'orrido remake firmato da Sodebergh e interpretato da George Clooney (che mostra generosamente il suo posteriore...). L'unico Solaris è quello di Tarkovskij, precisiamolo!

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    Risposte
    1. condivido in pieno, si il remake di Solaris è una pallida versione, non ha nulla della profondità spirituale di Tarkovskij, Soderbergh qui decisamente l'ha fatta fuori dal vaso, non doveva toccare l'originale, esattamente come dici tu l'unico resta quello del maestro Tarkovskij, poi per quanto riguarda l'opera in oggetto si avvolte nella vita bisogna fare delle scelte, anche se sono difficili ma bisogna vivere in pieno la tua vita, perchè ovviamente gli unici artefici del nostro destino siamo noi, e siano noi stessi a dover percorrere la via giusta per noi, nessuno lo può fare al nostro posto.

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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