lunedì 5 maggio 2014

C'era una volta a New york (The Immigrant)

Un film furbetto...però fatto bene, mooolto bene.
James Gray torna al cinema per raccontare la storia di un immigrata polacca, Ewa - una sempre brava Marion Cotillard - che arriva in america con la sorella Magda in cerca di una nuova speranza per il futuro, ma ad Ellis Island, Magda non può essere accettata in quanto malata, e viene messa in quarantena.
Per Ewa invece il destino sarà molto amaro, la sua strada incrocierà la figura di Bruno - Joaquin Phoenix attore feticcio di James Gray - un uomo crudele che la farà prostituire, a mettergli i bastoni tra le ruote è Orlando, suo cugino, nonchè mago del suo teatro con cui è sempre in contrasto...

Non capisco cosa centra la scelta del titolo italiano, è una storia che tocca il melò, ma il titolo non centra nulla con la trama di questo film.
James Gray costruisce il film come un melò, con al centro un triangolo amororo sui generis, lui, Bruno è il tipico pappone bastardo che si approfitta di lei Ewa, un immigrata in difficoltà che praticamente non ha nessuno oltre a una parente che nemmeno è venuta a prendersela quando è arrivata con la nave.
Bruno ha campo libero per tutto e tiene Ewa come una "cosa" che gli appartiene.
In un primo momento la donna accetta perchè colpita dal suo gesto di "generosità", ma poi si rende conto che dietro c'è ben altro...e questo è anche il motivo perchè sua cugina rifiuta di tenerla a casa.
Ewa conoscerà veramente cosa l'america rappresenti dietro la facciata di terra delle opportunità dove si realizzano tutti i sogni, che in realtà sono sogni di carta, ed esistono solo nelle pubblicità o nelle riviste.
Come ho detto prima è un film furbetto, ma capace di coinvolgere il pubblico dall'inizio alla fine, il che non è poco.
Innanzitutto abbiamo come protagonisti due degli attori migliori sulla piazza, Joaquin Phoenix che interpreta Bruno e non è una nuova presenza nel cinema di James Gray, dato che praticamente ha interpretato QUASI tutti i suoi film, e la già citata Marion Cotillard.
La novità se c'è stata è nella sua attrice protagonista, che ricorda piuttosto alla lontana la Giulietta Masina di La Strada, capolavoro Felliniano.
Coaudiuvato da una buona regia, e da una sceneggiatura al quanto consistente, genera immedesimazione nello spettatore e non lo stanca mai, una bella storia insomma, che pur non essendo un capolavoro si fa vedere molto bene.
Di certo avrà anche i suoi difetti non lo metto in dubbio, ma il regista sa come raccontare questa storia, che sinceramente parlando supera abbondantemente la sufficienza.
Da vedere.
Voto: 7





4 commenti:

  1. secondo me non è furbetto, è la storia che non regge,(http://markx7.blogspot.it/2014/01/the-immigrant-cera-una-volta-new-york.html)

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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