domenica 11 maggio 2014

Oh Boy, Un caffè a Berlino

Si continua con il cinema d'autore, ve l'ho detto che andavo fino in fondo io, e allora visto che la musica è partita comincio, anzi continuo a ballare.
Il film che ho scelto oggi per ScreenCult è Oh Boy - Un Caffè a Berlino.
A guardarlo sembra un film uscito in piena Nouvelle Vague, di cui il regista ha preso chiare ispirazioni, la trama è molto semplice ma allo stesso tempo fa riflettere sugli strani imprevisti della vita, e sulle cose assurde che possono capitare a ognuno di noi, raccontate con piglio molto semplice ma concreto, grazie a una regia capace di suscitare immedesimazione con una semplice inquadratura, proprio come succedeva con la Nouvelle Vague.
Il film sembra svolgersi nell'arco di 24 ore, e il protagonista Niko, ha bisogno di caffè, e fa incontri con delle persone che cercano di metterlo in riga, tra il padre che gli rinfaccia sempre di non mettere la testa a posto, la fidanzata che all'inizio del film lo lascia mettendo fine alla relazione, una aspirante attrice gli fa credere di volere una storia con lui, e un giocatore pretende il pagamento di una partita a carte lasciato in sospeso, tutto questo contornato dalla ricerca di un bar che possa dargli una tazza di caffè...ma dove si può trovare un bar decente che ti faccia dell'ottimo caffè senza scuse di contorno?
A Berlino non c'è, e in più manca pure la grana, oltre al danno pure la beffa, nonostante debba sottostare alle continue prediche di chi gli sta intorno, insomma non è la giornata giusta per lui.
Così lui vaga persino di notte, alla ricerca di questo benedetto caffè e non lo trova perchè nel frattempo è scaduto il tempo...
Una commedia arguta e intelligente come non se ne vedevano da tempo, un film particolare e curioso, che all'inizio sembra viaggiare attraverso un binario inconsueto, ma poi ti accorgi che la vita dopo tutto è così, e allora ti riconosci benissimo in tutti i personaggi e il regista usa questo realismo prendendo varie ispirazioni, sembra davvero un film con chiare influenze Godardiane, che il regista ami la Nouvelle Vague è chiaro come il sole.
Il suo segreto? La semplicità, il film è molto fresco, lineare e per nulla fasullo, il regista è molto bravo a non appesantire il tutto con monologhi noiosi e fuori dal contesto, no, al contrario presenta i personaggi esattamente come sono, e nonostante i loro difetti li amiamo per quello che sono.
Niko stesso, con la sua aria da antieroe, sembra più un angelo che diavolo peccatore, anche senza la testa a posto.
Bellissime la fotografia in bianco e nero, e la soundtrack jazz.
Voto: 7




2 commenti:

Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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